Le ex mogli: tipologie secondo me

Ci sono tante categorie di ex mogli, quindi cercherò di essere schematica in questo post, e nel caso ne abbia dimenticata qualcuna, vi prego aiutatemi e magari integriamo insieme.

La lettura di questo post intanto va fatta da due punti di vista:

  • siamo noi le ex
  • non siamo noi le ex

Che lo siamo o che non lo siamo, abbiamo a che fare con le ex mogli del nostro uomo.

Come forse ormai saprete, io appartengo a tutti e due i punti: sono divorziata e ho a che fare indirettamente, per ora, con l’ex moglie del mio fidanzato.

Anche qui occorre però fare delle suddivisioni.

  • Siamo ex mogli lasciate da nostro marito, con figli grandi o piccoli 
  • Siamo state noi a lasciare nostro marito

Io sono una ex moglie che ha concluso in maniera molto civile e pacifica (a parte i mesi precedenti la separazione, che credo non possano essere felici e sereni per nessuno) il suo matrimonio: con il mio ex marito ho rapporti civilissimi e siamo una coppia genitoriale forte e compatta, nell’educazione e nelle scelte per nostro figlio.

Mio marito, a neanche un mese dall’appuntamento col giudice che ha sancito la fine del nostro matrimonio, ha trovato una compagna, con cui sta tutt’ora e con cui si sposerà fra qualche mese. Gli uomini, nella mia piccolissima statistica personale, sono molto rapidi nel riaccompagnarsi: incapacità di stare da soli? Necessità di qualcuno che gli stiri le camicie? Chissà! 
Sono stata molto molto fortunata, perché il mio ex ha trovato una donna meravigliosa, sua coetanea, anche lei divorziata ma senza figli. Per il mio bambino lei è stata da subito un punto di riferimento importante, e anche una grande risorsa affettiva, in quanto lui aveva solo 5 anni e lei ha portato tanta gioia e amore in quella casa, non essendo il mio ex propriamente quello che si può definire un allegrone.


La mia storia è quindi molto semplice rispetto ad altre: ho un ex marito che è puntualissimo nel versare il mantenimento per il bambino, che collabora alle spese, che è corretto in tutto e per tutto, e che ha una fidanzata gentile, brava, non invadente e molto affettuosa.

Io sono stata sola un paio di anni prima di trovare il mio grandissimo amore, e quello che vorrei dirvi è che non sono mai stata gelosa né invidiosa di loro, tantomeno del rapporto che il mio bambino aveva creato con lei. Anzi. Ero proprio io a chiedere al mio ex se ci fosse lei, perché per Pietro era importante: era la figura femminile che cercava e che penso che cerchi qualsiasi bambino piccolo si ritrovi a dividersi fra case diverse e genitori separati. Di lei non sono amica, ma ho il suo numero di telefono e se c’è bisogno ci sentiamo. Del bambino parlo sempre con l’ex, ma se serve chiedo un’opinione alla fidanzata, per sentire un’altra versione, per capire come la vede lei. A volte è capitato che lei e il mio ex prendessero per un pomeriggio non solo Pietro, ma anche i miei due nipoti e se li portassero a fare una gita. I miei nipoti lo chiamano ancora zio e adorano lei.

Questa la mia esperienza, che mi fa pensare che tutti dovrebbero avere una ex moglie illuminata come me. 

Se però fossi stata lasciata da lui, e peggio ancora per un altro, allora probabilmente la situazione sarebbe stata ben diversa.

E qui si torna al discorso ex mogli con cui dobbiamo avere a che fare.

Le ex mogli possono essere di vario tipo.

  • Moglie lasciata
  • Moglie che lascia
  • Moglie che comunque ha trovato un nuovo compagno
  • Moglie sola a cui le storie per un motivo o per l’altro non durano
  • Moglie lasciata o meno, che vive di invidia e gelosia

La moglie lasciata, che sia stata lasciata per voi o per nessuno, è in genere rancorosa. Molto rancorosa. Soprattutto se vede che la storia dell’ex marito con voi dura, voi siete felici, e i loro figli vi adorano (e quindi, soprattutto i primi tempi, quando tornano a casa da lei è tutto un “la fidanzata di papà sai che ha detto oggi? è simpaticissima, ascolta…” “la fidanzata di papà mi ha comprato questa maglietta da H&M, guarda che bella!” “La fidanzata di papà è stata carinissima con noi, ha organizzato un pomeriggio divertente con i nostri amici e abbiamo mangiato la pizza tutti insieme in terrazza!”)

La moglie che lascia in genere ha già un nuovo compagno e quindi potrebbe essere che rompa meno, perché felice e appagata (se la storia le va bene), sempre che non appartenga alla categoria delle invidiose a prescindere o peggio, alle gelose dei figli.

A quel punto potrebbero volare ingiure, sempre tramite il vostro compagno, come: “Dì a quella che la vera madre sono io!!!” “Lei mi vuole rubare le figlie” “Lei non ha avuto figlie femmine quindi vuole le mie!!”

Ecco, io penso che la gelosia sia un sentimento inutile e distruttivo, che ha a che fare solo con l’insicurezza personale, perché, soprattutto in questo caso, come dicevo nel post precedente (qui), “la mamma è sempre la mamma” e nessuno potrà sostituirsi a lei e nell’affetto che i figli provano per lei. La nuova compagna potrà essere amata e ricambiare questo amore, ma sarà solo un affetto in più che i figli avranno, un valore aggiunto, e quando mai essere circondati di tanto amore e imparare ad amare persone diverse può essere una cosa brutta, che toglie qualcosa a qualcuno?

L’amore si moltiplica e basta, i nostri figli saranno solo più ricchi e più sereni se conosceranno persone che li amano e di cui ricambieranno il sentimento.

Non per questo toglieranno nulla a noi mamme!
Anzi, torneranno da noi più felici, sereni, con un bagaglio in più di esperienze e sfumature di sentimenti belli e positivi.

E se con la nuova compagna del nostro ex marito si divertono che male c’è? Io la ringrazio ogni giorno la fidanzata del mio ex marito! E spero davvero che non si lascino mai. (ora si sposano e tutti e due non sono giovanissimi, quindi credo di poter stare tranquilla)
A me è stato pure detto da mio figlio che lei è più buona di me e del padre: io ci ho riso proprio di cuore e gli ho risposto che avrei fatto scambio volentieri con lei, perché il ruolo della mamma è il più scomodo di tutti, è chiaro che io appaio più “cattiva” e meno giocherellona, anche solo le ore che trascorro io con lui vivendo la vita quotidiana con annessi e connessi (sveglie la mattina, scuola, sport, malumori, gestione amici e soldi) , vogliamo paragonarle ai week-end in cui loro stanno insieme a fare cose solo divertenti?

Per cui il mio consiglio per tutte le ex mogli è questo: non siate gelose, le mamme siete voi, i vostri figli vi amano e vi ameranno per sempre. La fidanzata di papà è una figura che può solo arricchire e nulla togliervi.

Il consiglio invece per le fidanzate è sempre lo stesso: abbiate pazienza.

Cercate di capire, lo so che è difficile, che la ex moglie è in una posizione diversa (secondo me meno privilegiata) dalla vostra, e soprattutto se è sola può essere in crisi, depressa, bipolare, instabile, immatura. Potete farci qualcosa? No. Potete ucciderla? Neanche. Potete essere superiori e lasciar correre e decadere quando si lancia in esternazioni non proprio carine nei vostri confronti?
Ecco, quello sì, forse lo potete fare, e se non ci riuscite (siamo umani), cercate di tenere per voi l’odio e la rabbia che può suscitarvi, soprattutto se queste sparate avvengono a fronte di un vostro gesto carino nei confronti dei loro figli.

Alla lunga questo comportamento da donna invisibile pagherà, credetemi.

Voi dovete essere inattaccabili, come dicevo nel post precedente sulla sopravvivenza (questo), e se lei vi manderà a dire tramite i vostro uomo che

  • i figli sono solo suoi,
  • che lei è la vera madre
  • che voi non vi dovete permettere di dire alla figlia che starebbe bene con un certo taglio di capelli, di chiedere alla figlia che tipo di reggiseno le serve, di dire alla figlia che la vedrebbe bene a suonare uno strumento piuttosto che un altro, sempre perché la vera madre è lei e che voi dovete stare al vostro posto
  • che voi in realtà volevate il maschio/la femmina (a seconda di che sesso è vostro figlio) e quindi state cercando di rubarle il suo/la sua
  • che volete comprare i suoi figli facendo loro dei regali

beh, sfogatevi con lui, e troverete un alleato, sfogatevi con vostra madre, amica, sorella, cugina, ma ignorate lei, e soprattutto non cambiate i rapporti con i di lei figli, se questi rapporti sono belli e sinceri: fareste del male solo a loro.

Anche perché talvolta queste ex se ne escono così, e dopo cinque minuti dimenticano quello che hanno detto perché si sono sfogate e sono contente e magari il giorno dopo vi mandano i saluti tramite i bambini. (o una marmellata fatta da loro, o una torta)

Non è facile, ve lo dico, non è facile per niente e non è cosa per tutti.

Ci vuole un gran sangue freddo, una bella sicurezza di sé e tanto tanto Amore intorno a noi.

Poi gli anni passano, e se siete sopravvissuti come coppia e come nucleo familiare, allora arriveranno le soddisfazioni quando i bambini, come sta accadendo a me adesso, parleranno di voi come di FAMIGLIA. Vorranno festeggiare il compleanno in FAMIGLIA, diranno che vogliono aprire un canale YouTube o un blog per raccontare i viaggi che fanno con la FAMIGLIA, si divertiranno quando in giro le persone vi chiederanno “ma son tutti figli suoi?” e tutti insieme risponderete di sì e riderete degli sguardi attoniti di chi non capisce come mai tanti colori diversi, età identiche ma nessun gemello, e tutto questo non sarà più tabù.

pace

Avevo un marito

Avevo un marito che quando suonavo il pianoforte e facevo concerti, invece di portarmi fiori e incoraggiarmi, prima dell’esibizione cercava ogni pretesto per litigare e farmi arrivare sul palco con il batticuore e la rabbia.

Avevo un marito che ha sempre disprezzato quello che sapevo fare, forse per sue profonde insicurezze o poca autostima, chissà. 

Avevo un marito che ha fatto di tutto per spingermi a smettere di suonare e anche di insegnare, dicendo che  tutto ciò non portava arricchimento in meri termini monetari.

Avevo un marito che ha voluto aprire un’attività con me (per i motivi di cui sopra) e quando ha visto la malaparata perché dopo qualche anno non solo non mi consentiva di ricavarmi uno stipendio, ma accumulavamo debiti, è corso dal commercialista ed è uscito dalla società come un coniglio, e io, ingenua e fiduciosa, solo dopo ho capito cosa era successo. Mi aveva intestato una società che era sull’orlo del fallimento. E per fortuna che vengo da una famiglia di avvocati e sia loro che il commercialista, inorridito dal comportamento del marito, mi hanno aiutata a venirne fuori senza fallire.

Avevo un marito che quando ho avuto un aborto gemellare, prima ancora che toccasse a me entrare in sala per il raschiamento, se ne è andato perché doveva vedere la partita, e ha chiamato mia madre (inorridita pure lei) al mio capezzale.

Avevo un marito che mi ha mandata da sola a Bruxelles a riprendere degli embrioni congelati di un ciclo di fecondazione assistita andato male perché lui era stufo di fare su e giù col Belgio. (non escludo che in quei giorni giocasse la sua squadra del cuore, penso di averlo rimosso)

Avevo un marito che, ormai chiusa la storia dello scampato fallimento, quando ho deciso di provare a fare la fotografa mi ha ostacolata in tutti modi dicendomi “questa è un’altra delle tue, non sai fare niente, né saprai mai fare niente, prima il pianoforte, adesso la fotografia, basta sprecare soldi dietro a queste scemenze”.

Ma io ero già oltre. E non l’ho più ascoltato. Ho iniziato i miei corsi, ho studiato, mi sono comprata la prima reflex, mi sono perfezionata, sono passata all’attrezzatura professionale e poi a lavorare, e mica lavoretti da nulla, ma moda e fiere importanti.

Avevo un marito che quando gli ho annunciato che non lo amavo più e che pensavo che non ci fosse più un futuro per noi, immediatamente si è trovato un’altra, e per mesi, mentre cercava di distruggermi secondo lui per farmi cambiare idea, mi ha allegramente tradita.

Io nel frattempo vivevo di sensi di colpa, dubbi e paure per quello che sarebbe stato di noi, di me, del nostro bimbo.

Non è cattivo, non lo è mai stato, io mi sono convinta che abbia agito così per grossi problemi suoi, che lo hanno portato ad essere un adulto un po’ meschino, molto egoista, con molti valori che non condividevamo.

Avevo un marito che ora è un bravo ex marito ed un ottimo padre

Salvo poi uscirsene, come oggi, con “Mi dispiace ma il giorno della tua risonanza non potrò tenere il bambino come ti avevo detto ieri, perché mi sono reso conto che proprio quel mercoledì mi ricomincia il corso di meditazione, e non posso perdermi la prima lezione”.

Ho un fidanzato che vive a mille chilometri da me e che quella settimana resterà sempre qui, mollando lavoro e figlie per starmi vicino, non certo senza difficoltà.

Ho un fidanzato che mi ama in modo incondizionato e assoluto, che vuole che io stia bene, che si preoccupa per me, che fa di tutto per non trasmettermi la sua ansia e le sue paure.

Ho un fidanzato che si commuove quando suono, che mi incoraggia con la fotografia quando non mi sento più ispirata proponendomi progetti sempre nuovi e particolari, che gioisce di una mia idea anche se questa non porterà denaro, solo perché pensa che sia una bella intuizione, e perché viene da me, che sono la donna che ama.

Ho un fidanzato che ha sempre un abbraccio pronto ad accogliermi, mani grandi che mi avvolgono, mi stringono e mi scaldano, uno sguardo pieno di amore e un sorriso che mi illumina anche se solo lo intravedo.

Ho un fidanzato che è il mio compagno di viaggio e di sogni, sempre pronto a partire per nuove avventure, valigia in una mano, macchina fotografica nell’altra.

Ho un fidanzato che è divertente come nessuno che conosca, che mi fa ridere fino alle lacrime, che ha una morale rigorosa, ma è tollerante e non giudica mai senza conoscere bene persone e situazioni. Un uomo passionale, ma che non perde il controllo e non si consuma rimuginando su problemi reali o immaginari.

Ho un fidanzato che per me è il più bello del mondo, e l’attrazione che ho per lui è sconfinata e incommensurabile.

Ho un fidanzato che non ha nessuna fede calcistica, e anche questo non è poco.

Ho ricominciato a suonare, per me stessa e non per lavoro, ho realizzato il mio sogno con la fotografia, e ho ripreso a insegnare.

Non sono io che ho cercato gli allievi, sono loro che sono venuti da me, e vedere di nuovo quelle manine piccole e morbide sulla tastiera, ascoltare quelle vocine che cantano, che mi raccontano, sentire la loro risata cristallina quando dico qualcosa di divertente, è per me nuova gioia e vita che ricomincia.

E un cerchio che si chiude, ma non del tutto, perché sono sicura che tante cose belle devono ancora sorprendermi in questa vita, e io, curiosa come i miei bambini, sono qui che le aspetto.

Leonie

Lo schiaffo.

Quando si ha una famiglia cosiddetta allargata, o ricostituita, o come vi piace più chiamarla, bisogna, in alcuni casi, non abbassare mai la guardia nei confronti di eventuali ex rancorosi e invidiosi, ché l’invidia si sa, è molto peggio di qualsiasi altro sentimento.
E ricordate. Più le cose vi andranno bene, più i bambini vi ameranno, più insieme riuscirete non solo a sopravvivere, ma anche a comunicare, a creare un bel rapporto di confidenza e complicità e anche a divertirvi, più l’ex, verde di invidia, sputerà veleno, menzogna, cattiveria, senza neanche preoccuparsi di filtrare, dei sentimenti dei figli, di voi, e dei figli degli altri.

Un caterpillar che spianerà tutto quello che si troverà davanti.

Ricordate anche che i bambini a volte fanno cazzate, perché vogliono attenzione, perché provano gelosia, perché magari non accettano un rimprovero, e i figli di separati hanno armi che gli altri non hanno. 

Le ultime sono che io ieri avrei tirato uno schiaffo alla piccina nel pulmino che dal mare ci portava alla macchina. Uno schiaffo. Io.
In un momento in cui stavamo cercando di fare una foto col cellulare e ridevamo tutti insieme.
Perché tutto questo? Chi lo sa.

Io ho solo una risposta, ed è molto triste.

INVIDIA.

  

Di vacanze, trasferimenti, ricomposizioni e separazioni.

Scrivo, dopo tanto tempo, dal mio volo di ritorno al nord, dopo aver trascorso l’ultimo week-end da soli, io e lui, prima che la famiglia si ricomponga per tre lunghi mesi, ovvero per tutta l’estate.

Come mi sento? Benissimo.

Un anno è passato dalle prime volte tutti insieme, e ormai ci conosciamo bene, poche sono le sorprese a cui possiamo andare incontro (le ultime parole famose), una certa routine (pur nella sua impossibilità di esistere, in quanto famiglia a distanza) si è instaurata fra noi, i bambini si amano e insieme si divertono, la mamma delle bambine sembra si sia calmata (sembrerebbe, con lei meglio usare il condizionale) e anzi, nei nostri ultimi incontri tutti e cinque ha avuto lunghe e complimentose conversazioni telefoniche col mio bambino invitandolo pure a casa sua (!), noi ci amiamo sempre e più di prima, quindi affronto questa estate con un’ insolita positività e, lo ammetto, anche ben disposta ad accogliere serenamente l’ineluttabilità della cosa.

Come sempre tutto è organizzato nei minimi dettagli:

– I nostri lunghi periodi al sud, comprensivi di una settimana tutti quanti in hotel all inclusive (per la prima volta) in una regione vicina con annesso mini club per vedere se ogni tanto possiamo fare, io e lui, una capatina in camera o da qualsiasi altra parte per scambiare due parole (in senso lato) fra adulti.

– Altri dieci giorni (per compensare il lieve ma reversibile senso di colpa della nostra coscienza intellettuale che ci ha portati a prenotare la vacanza comoda nell’hotel 4 stelle, 7 piani, 2 piscine) in una casetta piccola piccola ma con giardino in mezzo alla campagna, a due passi dal mare, in una riserva marina protetta, circondati da campi di grano, ulivi, papaveri, contadini come vicini di casa che vendono i prodotti dei loro orti sul ciglio della strada sterrata (interdetta alle auto) che porta alla spiaggia. Il mare cristallino e incontaminato, dove ancora nidificano tartarughe marine e si possono incontrare uccelli e pesci mai visti.

I nostri mini preziosissimi momenti di solitudine di coppia che comprenderanno un ritorno fugace in Provenza perché io devo fotografare la lavanda in fiore (e poi anche perché ci siamo perdutamente innamorati di questa regione e quindi la lavanda è sì il motivo del nostro secondo viaggio ma anche un po’ no) e qualche giorno nell’Isola.

L’isola dove ho casa da quando ero piccola e di cui sento incontenibile il richiamo e straziante la mancanza in ogni momento della mia vita.

A metà agosto mi farò in giornata sud-nord e nord-sud (1000 + 1000 km in poche ore) per riaccompagnare il mio bambino dal padre per gli ultimi 15 giorni di vacanza, e già il mio cuore si frantuma al pensiero, perché è vero che i figli rompono, che a volte sono pesanti, molesti, e sempre sono faticosi, è vero che quei 15 giorni io e il mio fidanzato saremo liberi e belli entrambi, ma due settimane lontani dai nostri bambini sono tante davvero, e questa è forse una delle cose tristi della separazione.

Mi consolo pensando che tanti genitori d’estate stanno lontani dai loro piccoli anche più tempo, perché devono lavorare e i bambini restano al mare o altrove con i nonni anche un mese o due, ma nel profondo sento che non è la stessa cosa, che le rassicurazioni che noi separati dobbiamo ai nostri figli devono essere maggiori, che il tempo che trascorriamo in esclusiva con loro deve essere meraviglioso e indimenticabile, forse perché la paura che non si sentano amati, che si sentano in qualche modo ‘parcheggiati’ mentre noi ci andiamo a divertire chissà dove in loro assenza, è sempre in agguato.

Forse sono solo sensazioni mie, di una mamma che non è immune ai sensi di colpa, anzi, oppure sempre più percepisco che il tempo passa, lui cresce e questi momenti in cui ha così tanto bisogno di me, della mia compagnia, del contatto fisico, del chiacchierare con me (allo sfinimento, è vero, lo sapete anche voi ormai) passeranno e non torneranno più.

Io comunque gli dedico la mia estate.

La dedico a lui e alla mia bella famiglia componibile. Al mio compagno di vita e alle sue bimbe che fremono perché già ci aspettano al sud, fra pochi giorni.

Tre mesi solo per loro.

Non lavorerò quasi, ho scelto così e no, non me lo posso permettere.

Semplicemente faccio con quello che ho e che ho guadagnato in questi duri mesi in cui non ho avuto neanche tempo per scrivere qui sul blog, tanta era la stanchezza, tanti erano i pensieri.

Ma ora sono pronta. Giovedì si parte, bagagli leggeri, uno skateboard che non so dove infileremo e che la compagnia aerea ancora non sa dirmi se può considerarlo bagaglio a mano o dovrò pagare un extra, tanti libri da leggere, costumi, macchina fotografica, computer, e che le danze abbiano inizio.

skate

Genitori in fuga.

Siamo partiti soli, io e lui, per la Provenza. Una settimana insieme, tappe predefinite e sognate per mesi, B&B bellissimi prenotati, una vacanza finalmente da soli dopo un inverno lungo, grigio e faticoso.
Ora siamo qui, ad Avignon, in partenza per L’isle sur la Sorgue, ed è anche tornato il sole.
Un sole bello, accecante, il sole di maggio, gli alberi rigogliosi di nuove foglie, croissant e caffè la mattina, sneakers, jeans e via, alla scoperta di tutto.
I primi due giorni sono stati pioggia incessante ma noi entusiasti e incuranti dei disagi (provate a far foto tenendo fra le mani una reflex pesantissima e contemporaneamente l’ombrello) abbiamo camminato per ore, fotografato, chiacchierato di tutto e quasi mai dei figli (strano no?), i bambini li abbiamo sentiti per pochi minuti la sera, ché a loro non piace stare al telefono, e, ancora più strano, non ci ha fatto né caldo né freddo la loro apparente indifferenza, anzi, felici abbiamo chiuso il telefono e ce ne siamo andati a cena, un buon vino, specialità provenzali, e buonanotte.

Siamo belli riposati, ci guardiamo allo specchio e ci diciamo a vicenda: ma come stiamo bene! Che bel viso rilassato e fresco! 
Neanche ci avessero fatto un incantesimo.

Ripenso ai giorni precedenti alla partenza, miei di sicuro ma anche suoi, con le preoccupazioni quotidiane legate ai figli (come tutti i genitori sapranno, ogni giorno ce n’è una), i dubbi, gli interrogativi, i nervosismi.

Io che quasi non volevo partire perché è un periodo che il mio bambino anche se va a basket un’ora quando torna mi dice che gli sono mancata e che era triste, non sapevo neanche se dirgli che stavo andando in vacanza (“perché senza di me?? Ma io volevo venire…”) o che andavo via per lavoro, ho scritto mail di raccomandazioni e istruzioni al padre (che avrà pensato che sono una gran rompipalle, e in questo caso avrà avuto ragione), certa che quando fossi partita avrei ricevuto chiamate in lacrime “mamma mi manchi“.

Invece.

Invece va tutto bene, non abbiamo alcun senso di colpa né ci mancano i figli, anzi, potessimo prolungare questa vacanza lo faremmo volentieri.
Siamo liberi, e ce la godiamo.
Facciamo progetti per quando i figli saranno grandi e indipendenti, sì manca tanto tempo ancora, ma arriverà anche per noi il momento di comprarci una Smart e partire, e se mai ci chiederanno: “Possiamo venire con voi?” “Ehm… Ci dispiace cari, ma non c’è posto“. 

 

  

E’ successa una cosa

Nei nostri due giorni pasquali a Roma, tutta la famiglia componibile riunita, è successo che mi sono resa conto di una cosa molto importante: non ho più paura.

Tutti i timori che per mesi mi hanno attanagliato respiro, cuore e pensieri ogni volta che ci dovevamo vedere tutti insieme, sono scomparsi.

Se ne sono andati via così, senza dire niente, senza annunciare la loro dipartita, lasciando spazio solo a una grande serenità, allegria, rilassatezza, sensazioni che hanno accompagnato tutti noi per i due intensi e pure faticosi giorni nella città che così tanto io e lui amiamo.

Siamo partiti in due dal nord e in tre dal sud per ritrovarci al centro, alla stazione, vestiti a cipolla, carichi di zaini, regali di compleanno, uova di Pasqua, bambine che chiamavano i nostri nomi al binario, gli occhi sorridenti di Marco che cercavano i miei fra la folla, tutto è stato naturale, spontaneo, perché così è: siamo una famiglia, seppur non convenzionale, ci vogliamo bene, nel tempo tutto si è assestato, i rapporti si sono consolidati.

È tutto più facile adesso!

Certo gli equilibri con i bambini sono sempre in movimento, in evoluzione (e talvolta involuzione), ma ormai ci conosciamo, sappiamo come affrontare i problemi, se così si possono definire, non ci sono più imprevisti o episodi che ci spiazzano o ci riempiono di dubbi.

I nostri figli ci hanno stupito per la resistenza alla fatica, i giorni erano pochi, le cose da vedere tante, il tempo stupendo ma inclemente perché freddissimo e tanto ventoso.

Nessuno si è mai lamentato del freddo o della stanchezza, forse era troppa la felicità di essere in una città così bella e di nuovo tutti insieme, chissà.

I bambini sempre curiosi, pieni di domande, contenti ed entusiasti (“io vorrei vivere qui!” “Magari ci potrai venire a fare l’università” “Chissà il lavoro dove ci porterà negli anni” “chissà perché i romani la odiano tanto Roma”), simpatici e pure spiritosi.

E quando ci siamo salutati eravamo un po’ tristi ma anche un po’ no perché la prossima settimana ci rivedremo tutti al Sud, perché fra poco arriva l’estate e staremo sempre insieme.

Perché ormai davvero ci sentiamo famiglia, e siamo una forza.

Se ripenso anche solo a un anno fa, all’estate scorsa, quante cose sono cambiate, come è normale che sia. Ma a me sembra sempre così strano. Ho questa sensazione di piacevole stupore che non mi abbandona quasi mai.

Certo siamo consapevoli che ci saranno momenti non sempre facili, come anche in tutte le famiglie “tradizionali”, ma già pensare che un amore così forte ci lega, tutti quanti, ci fa sentire gioiosamente onnipotenti e pronti a tutto!

Vorrei tanto essere da incoraggiamento a tante persone che stanno provando ad avvicinare due nuclei familiari originariamente diversi, e che magari sono all’inizio e hanno tante paure o difficoltà con gli ex: tutto è possibile.

Basta armarsi di santa pazienza, soprattutto all’inizio, essere forti e restare uniti al nostro compagno (la fonte di amore da cui è scaturito tutto questo, non dimentichiamolo mai) nei momenti difficili (che a volte, si sa, non dipendono da noi, ma da elementi esterni comunque presenti e quindi da tenere in considerazione) e soprattutto crederci sempre.

Senza (più) paura.

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Le compagne di uomini con figli: istruzioni per l’uso

Visto che in tanti mi stanno chiedendo consigli, pareri, esperienze sui vari temi che coinvolgono la famiglia allargata, proverò, per argomenti, a fare dei piccoli vademecum secondo quella che è la mia seppur piccola e limitata esperienza.

Partirò da quello che mi viene più richiesto, ovvero la fidanzata di papà e il primo incontro con i suoi figli.

Come è ormai noto, io sono sia mamma di un bimbo il cui padre convive con una donna da un paio di anni (e che presumo in quest’anno diventerà sua moglie), sia fidanzata di un uomo separato che ha due figlie, quindi posso parlare sia come ex moglie, sia come nuova compagna. Doppio punto di vista, quindi.

Dunque, vi siete innamorate, ricambiate, di un uomo con prole, che non vede l’ora di presentarvi gli adorati figlioletti? Avete in mente di iniziare qualcosa di profondo e duraturo con lui perché avete subito capito che questa sarà la vostra Storia?

 Bene, ricordatevi che la relazione non sarà solo con lui, ma anche, inevitabilmente, con i suoi figli e, di conseguenza, con la sua ex moglie.

Questo è il punto principale da cui partire, e sarà bene non compiere errori soprattutto iniziali che poi si pagheranno per sempre (immaginatevi il per sempre che risuona tipo eco: per sempre… per sempre… sempre… sempre… empre…).

Il primo consiglio che vorrei darvi è di non avere fretta. Mai. Neanche se la fretta ce l’ha lui (ché molti uomini separati, si sa, vogliono subito riaccasarsi e avere una donna accanto, si sentono più sicuri) e a voi questa cosa lusinga molto.

Godetevi il più possibile il vostro nuovo, scintillante e passionale amore. Fate tutto quello di cui vi siete private, per scelta o vostro malgrado, nella vita precedente all’incontro con lui. Fate i fidanzati, andate a cena, al cinema, accoppiatevi ovunque e il più possibile (c’è sempre da recuperare, specie se siete separate pure voi), andate via nel week-end (e questo è uno dei vantaggi della separazione: avere due week-end completamente liberi al mese), scappate dalla città, andate al mare, andate a una mostra, a un concerto, condividete interessi, insomma, fate quello che vi pare, ma state bene, divertitevi e siate felici. Non pensate a nient’altro che non siate voi DUE.

Perché questi sono momenti impagabili e rari, sono i cosiddetti “primi tempi”, in cui il nostro cuore è costantemente accelerato, in cui il nostro pensiero è tutto cuoricini, nuvolette su cui ormai soggiorniamo e dalle quali guardiamo il mondo sottostante grigio e sempre uguale, mentre ripetiamo a noi stesse quanto siamo state favorite dalla sorte (dentro di noi riecheggia un che culo!! tipo mantra, che non urliamo a tutto il pianeta solo per scaramanzia, ché si sa, troppa buona sorte attira invidie e malelingue)

Nel mio caso i primi tempi sono stati anche i secondi, i terzi, e sono pure gli attuali, non so come mai, forse perché questa è una convivenza part time, o forse perché io e lui siamo due inguaribili ottimisti, forti di un infinito e potente amore, e tutti i giorni sono come il primo, ma non lo voglio dire troppo (vedi sopra), quindi basta.

Tornando a voi, statevene più di qualche mese in pace col vostro nuovo fidanzato, non abbiate fretta, anche perché una volta che entreranno in gioco i figli, con molta probabilità molte cose cambieranno. Certo, tutto sta alla vostra volontà e capacità di preservare dei momenti solo vostri anche dopo, ma non sarà più del tutto come prima.

Quando arriverà il momento di conoscere l’amata figliolanza, fate in modo da incontrarvi possibilmente in un’occasione non ufficiale, magari un pic-nic al parco, una giornata al mare se d’estate, un cinema cui potrà seguire merenda con gelato o fast-food (ricordatevi sempre che deve essere sì un momento informale, ma per i bimbi dovrà essere super divertente e memorabile , quindi anche i troiai gastronomici sono i benvenuti e pace per una volta per i vostri princìpi), e se riuscite insieme anche ad altri amici, sia vostri sia di lui.
Insomma, mescolate le acque. Che non si capisca chi sta con chi, chi ha interesse per chi (i bambini sono furbi e hanno antenne magnetiche che fanno captare loro tutto, anche quello che noi pensiamo sia impossibile da percepire): siamo un gruppetto di genitori separati (e non) e siamo diventati amici (si sa, dopo la separazione cambiano anche le frequentazioni), e siccome ci vogliamo bene e ci siamo simpatici, abbiamo deciso di far conoscere anche i nostri pargoli.

Tutto qui. In una sola parola: semplicità’.

Sarà un pomeriggio, o una giornata, divertente, in cui nessuno dovrà imporre nulla: i bambini giocheranno o parleranno con gli altri se ne avranno voglia, se invece si intimidiranno non succede niente, lasciamoli essere spontanei. Voi adulti sarete sorridenti, allegri, e soprattutto discreti. Non imponetevi per nessun motivo, non siate entranti con i figli dell’altro, state al vostro posto insomma, disponibili al dialogo, carine, ma, come dice anche la canzone, dovete stare molto calme.

Il primo incontro serve solo per conoscersi, rigoramente da amici: ci si annusa, ci si scruta, ci si osserva, se andrà bene ci saranno sorrisi, qualche parola, se andrà benissimo tutti giocheranno con tutti, entreremo subito in confidenza, poi ci saluteremo e ognuno tornerà a casa propria.

Basta così.

A casa, come nulla fosse, butterete là qualche frase per capire cosa pensano i nostri bambini (NO interrogatorio), magari rievocherete qualche episodio divertente, lancerete degli input perché da soli vi dicano qualcosa di più, magari alla fine proverete a buttare lì un: “Magari un giorno li rivediamo, che dici? Potremmo organizzare una gita a quel parco di divertimenti a cui non siamo mai stati…”, nulla di più.

Un primo passo sarà stato fatto. I bambini, che appunto sono piccoli alieni e forse i più grandicelli avranno anche intuito qualcosa (specie le femmine dalle elementari in su), assoceranno questo incontro a qualcosa che gli è piaciuto moltissimo, avranno percepito intorno a loro persone allegre e serene, e avranno probabilmente voglia di ripetere l’esperienza.

Noi più o meno abbiamo fatto così. Siamo rimasti sotto mentite spoglie per mesi, con molta spontaneità. Prima ci vedevamo con altri amici (mescolamento), poi da soli noi due e loro tre, sempre come amici, ma questo ve lo racconterò nella prossima puntata: il lavoro mi chiama, e il mio fidanzato è in volo (da solo!!) diretto nella mia città!

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