Le ex mogli: tipologie secondo me

Ci sono tante categorie di ex mogli, quindi cercherò di essere schematica in questo post, e nel caso ne abbia dimenticata qualcuna, vi prego aiutatemi e magari integriamo insieme.

La lettura di questo post intanto va fatta da due punti di vista:

  • siamo noi le ex
  • non siamo noi le ex

Che lo siamo o che non lo siamo, abbiamo a che fare con le ex mogli del nostro uomo.

Come forse ormai saprete, io appartengo a tutti e due i punti: sono divorziata e ho a che fare indirettamente, per ora, con l’ex moglie del mio fidanzato.

Anche qui occorre però fare delle suddivisioni.

  • Siamo ex mogli lasciate da nostro marito, con figli grandi o piccoli 
  • Siamo state noi a lasciare nostro marito

Io sono una ex moglie che ha concluso in maniera molto civile e pacifica (a parte i mesi precedenti la separazione, che credo non possano essere felici e sereni per nessuno) il suo matrimonio: con il mio ex marito ho rapporti civilissimi e siamo una coppia genitoriale forte e compatta, nell’educazione e nelle scelte per nostro figlio.

Mio marito, a neanche un mese dall’appuntamento col giudice che ha sancito la fine del nostro matrimonio, ha trovato una compagna, con cui sta tutt’ora e con cui si sposerà fra qualche mese. Gli uomini, nella mia piccolissima statistica personale, sono molto rapidi nel riaccompagnarsi: incapacità di stare da soli? Necessità di qualcuno che gli stiri le camicie? Chissà! 
Sono stata molto molto fortunata, perché il mio ex ha trovato una donna meravigliosa, sua coetanea, anche lei divorziata ma senza figli. Per il mio bambino lei è stata da subito un punto di riferimento importante, e anche una grande risorsa affettiva, in quanto lui aveva solo 5 anni e lei ha portato tanta gioia e amore in quella casa, non essendo il mio ex propriamente quello che si può definire un allegrone.


La mia storia è quindi molto semplice rispetto ad altre: ho un ex marito che è puntualissimo nel versare il mantenimento per il bambino, che collabora alle spese, che è corretto in tutto e per tutto, e che ha una fidanzata gentile, brava, non invadente e molto affettuosa.

Io sono stata sola un paio di anni prima di trovare il mio grandissimo amore, e quello che vorrei dirvi è che non sono mai stata gelosa né invidiosa di loro, tantomeno del rapporto che il mio bambino aveva creato con lei. Anzi. Ero proprio io a chiedere al mio ex se ci fosse lei, perché per Pietro era importante: era la figura femminile che cercava e che penso che cerchi qualsiasi bambino piccolo si ritrovi a dividersi fra case diverse e genitori separati. Di lei non sono amica, ma ho il suo numero di telefono e se c’è bisogno ci sentiamo. Del bambino parlo sempre con l’ex, ma se serve chiedo un’opinione alla fidanzata, per sentire un’altra versione, per capire come la vede lei. A volte è capitato che lei e il mio ex prendessero per un pomeriggio non solo Pietro, ma anche i miei due nipoti e se li portassero a fare una gita. I miei nipoti lo chiamano ancora zio e adorano lei.

Questa la mia esperienza, che mi fa pensare che tutti dovrebbero avere una ex moglie illuminata come me. 

Se però fossi stata lasciata da lui, e peggio ancora per un altro, allora probabilmente la situazione sarebbe stata ben diversa.

E qui si torna al discorso ex mogli con cui dobbiamo avere a che fare.

Le ex mogli possono essere di vario tipo.

  • Moglie lasciata
  • Moglie che lascia
  • Moglie che comunque ha trovato un nuovo compagno
  • Moglie sola a cui le storie per un motivo o per l’altro non durano
  • Moglie lasciata o meno, che vive di invidia e gelosia

La moglie lasciata, che sia stata lasciata per voi o per nessuno, è in genere rancorosa. Molto rancorosa. Soprattutto se vede che la storia dell’ex marito con voi dura, voi siete felici, e i loro figli vi adorano (e quindi, soprattutto i primi tempi, quando tornano a casa da lei è tutto un “la fidanzata di papà sai che ha detto oggi? è simpaticissima, ascolta…” “la fidanzata di papà mi ha comprato questa maglietta da H&M, guarda che bella!” “La fidanzata di papà è stata carinissima con noi, ha organizzato un pomeriggio divertente con i nostri amici e abbiamo mangiato la pizza tutti insieme in terrazza!”)

La moglie che lascia in genere ha già un nuovo compagno e quindi potrebbe essere che rompa meno, perché felice e appagata (se la storia le va bene), sempre che non appartenga alla categoria delle invidiose a prescindere o peggio, alle gelose dei figli.

A quel punto potrebbero volare ingiure, sempre tramite il vostro compagno, come: “Dì a quella che la vera madre sono io!!!” “Lei mi vuole rubare le figlie” “Lei non ha avuto figlie femmine quindi vuole le mie!!”

Ecco, io penso che la gelosia sia un sentimento inutile e distruttivo, che ha a che fare solo con l’insicurezza personale, perché, soprattutto in questo caso, come dicevo nel post precedente (qui), “la mamma è sempre la mamma” e nessuno potrà sostituirsi a lei e nell’affetto che i figli provano per lei. La nuova compagna potrà essere amata e ricambiare questo amore, ma sarà solo un affetto in più che i figli avranno, un valore aggiunto, e quando mai essere circondati di tanto amore e imparare ad amare persone diverse può essere una cosa brutta, che toglie qualcosa a qualcuno?

L’amore si moltiplica e basta, i nostri figli saranno solo più ricchi e più sereni se conosceranno persone che li amano e di cui ricambieranno il sentimento.

Non per questo toglieranno nulla a noi mamme!
Anzi, torneranno da noi più felici, sereni, con un bagaglio in più di esperienze e sfumature di sentimenti belli e positivi.

E se con la nuova compagna del nostro ex marito si divertono che male c’è? Io la ringrazio ogni giorno la fidanzata del mio ex marito! E spero davvero che non si lascino mai. (ora si sposano e tutti e due non sono giovanissimi, quindi credo di poter stare tranquilla)
A me è stato pure detto da mio figlio che lei è più buona di me e del padre: io ci ho riso proprio di cuore e gli ho risposto che avrei fatto scambio volentieri con lei, perché il ruolo della mamma è il più scomodo di tutti, è chiaro che io appaio più “cattiva” e meno giocherellona, anche solo le ore che trascorro io con lui vivendo la vita quotidiana con annessi e connessi (sveglie la mattina, scuola, sport, malumori, gestione amici e soldi) , vogliamo paragonarle ai week-end in cui loro stanno insieme a fare cose solo divertenti?

Per cui il mio consiglio per tutte le ex mogli è questo: non siate gelose, le mamme siete voi, i vostri figli vi amano e vi ameranno per sempre. La fidanzata di papà è una figura che può solo arricchire e nulla togliervi.

Il consiglio invece per le fidanzate è sempre lo stesso: abbiate pazienza.

Cercate di capire, lo so che è difficile, che la ex moglie è in una posizione diversa (secondo me meno privilegiata) dalla vostra, e soprattutto se è sola può essere in crisi, depressa, bipolare, instabile, immatura. Potete farci qualcosa? No. Potete ucciderla? Neanche. Potete essere superiori e lasciar correre e decadere quando si lancia in esternazioni non proprio carine nei vostri confronti?
Ecco, quello sì, forse lo potete fare, e se non ci riuscite (siamo umani), cercate di tenere per voi l’odio e la rabbia che può suscitarvi, soprattutto se queste sparate avvengono a fronte di un vostro gesto carino nei confronti dei loro figli.

Alla lunga questo comportamento da donna invisibile pagherà, credetemi.

Voi dovete essere inattaccabili, come dicevo nel post precedente sulla sopravvivenza (questo), e se lei vi manderà a dire tramite i vostro uomo che

  • i figli sono solo suoi,
  • che lei è la vera madre
  • che voi non vi dovete permettere di dire alla figlia che starebbe bene con un certo taglio di capelli, di chiedere alla figlia che tipo di reggiseno le serve, di dire alla figlia che la vedrebbe bene a suonare uno strumento piuttosto che un altro, sempre perché la vera madre è lei e che voi dovete stare al vostro posto
  • che voi in realtà volevate il maschio/la femmina (a seconda di che sesso è vostro figlio) e quindi state cercando di rubarle il suo/la sua
  • che volete comprare i suoi figli facendo loro dei regali

beh, sfogatevi con lui, e troverete un alleato, sfogatevi con vostra madre, amica, sorella, cugina, ma ignorate lei, e soprattutto non cambiate i rapporti con i di lei figli, se questi rapporti sono belli e sinceri: fareste del male solo a loro.

Anche perché talvolta queste ex se ne escono così, e dopo cinque minuti dimenticano quello che hanno detto perché si sono sfogate e sono contente e magari il giorno dopo vi mandano i saluti tramite i bambini. (o una marmellata fatta da loro, o una torta)

Non è facile, ve lo dico, non è facile per niente e non è cosa per tutti.

Ci vuole un gran sangue freddo, una bella sicurezza di sé e tanto tanto Amore intorno a noi.

Poi gli anni passano, e se siete sopravvissuti come coppia e come nucleo familiare, allora arriveranno le soddisfazioni quando i bambini, come sta accadendo a me adesso, parleranno di voi come di FAMIGLIA. Vorranno festeggiare il compleanno in FAMIGLIA, diranno che vogliono aprire un canale YouTube o un blog per raccontare i viaggi che fanno con la FAMIGLIA, si divertiranno quando in giro le persone vi chiederanno “ma son tutti figli suoi?” e tutti insieme risponderete di sì e riderete degli sguardi attoniti di chi non capisce come mai tanti colori diversi, età identiche ma nessun gemello, e tutto questo non sarà più tabù.

pace

Lo schiaffo.

Quando si ha una famiglia cosiddetta allargata, o ricostituita, o come vi piace più chiamarla, bisogna, in alcuni casi, non abbassare mai la guardia nei confronti di eventuali ex rancorosi e invidiosi, ché l’invidia si sa, è molto peggio di qualsiasi altro sentimento.
E ricordate. Più le cose vi andranno bene, più i bambini vi ameranno, più insieme riuscirete non solo a sopravvivere, ma anche a comunicare, a creare un bel rapporto di confidenza e complicità e anche a divertirvi, più l’ex, verde di invidia, sputerà veleno, menzogna, cattiveria, senza neanche preoccuparsi di filtrare, dei sentimenti dei figli, di voi, e dei figli degli altri.

Un caterpillar che spianerà tutto quello che si troverà davanti.

Ricordate anche che i bambini a volte fanno cazzate, perché vogliono attenzione, perché provano gelosia, perché magari non accettano un rimprovero, e i figli di separati hanno armi che gli altri non hanno. 

Le ultime sono che io ieri avrei tirato uno schiaffo alla piccina nel pulmino che dal mare ci portava alla macchina. Uno schiaffo. Io.
In un momento in cui stavamo cercando di fare una foto col cellulare e ridevamo tutti insieme.
Perché tutto questo? Chi lo sa.

Io ho solo una risposta, ed è molto triste.

INVIDIA.

  

Pensieri musicali

E mentre ascolto qui a teatro un concerto per pianoforte di Beethoven penso che sembra passato un secolo dagli anni febbrili del Conservatorio, anni di studio e impegno durissimi, ma anche di passione e di concerti quasi tutte le sere (credo di aver visto tutti i più grandi musicisti della nostra epoca nelle platee dei più bei teatri della mia città).

Anni lontani, lontanissimi, un’altra vita.

Mi rendo conto di aver perso l’abitudine ad ascoltare in modo critico un concerto, ora noto meno particolari, e forse però mi godo di più la musica per quello che è, senza fare le pulci al pianista, ai fiati che stonano, agli attacchi non perfetti, al direttore d’orchestra, ai tempi.

Certo penso sempre alle note e immagino la partitura, ma questa è una condanna che mi porterò dietro per sempre, avendo l’orecchio assoluto, e ormai sono abituata: di qualsiasi musica so capire tonalità, note e ritmo, potrei riscriverla mentre la ascolto.

Sono qui con la mia amica di sempre: eravamo al Conservatorio e anche al liceo annesso insieme. Lei è una violinista di rara bravura, insieme abbiamo studiato, formato un duo, seguito corsi di alto perfezionamento, fatto concerti, concorsi, abbiamo condiviso musica e vita unite da un’amicizia che negli anni si è evoluta nonostante tanti eventi ci abbiano spesso allontanate, ma anche legate indissolubilmente a causa di un destino comune, che non riguardava la musica ma la disperata ricerca di maternità.

Entrambe passionali, volitive, sicure di noi e della nostra bravura, non importava neanche guardarci quando suonavamo: sapevamo esattamente quando attaccare ed eravamo sempre perfettamente all’unisono. Una meraviglia.

Le nostre strade professionali si sono divise una decina di anni fa per motivi che non sto a dirvi, l’amicizia è rimasta, se possibile più profonda e solida di prima.

E’ strano essere qua con lei. Ascoltare e commentare un concerto insieme, scrivendo su questo taccuino e passandocelo, complici, come quando eravamo a scuola.

Mi sento un po’ un pesce fuor d’acqua dietro le quinte all’intervallo quando incontro gli orchestrali, di cui molti erano nostri compagni di Conservatorio, anche nel salutarli, lei come nulla fosse perché li vede e li frequenta essendo anche suo marito violinista e suonando in quell’orchestra, io sono imbarazzata dopo tanti anni. Mi sento osservata, qualcuno mi sorride, altri si avvicinano e “Ciao, come stai?” “Che fai adesso?” “Sei sempre uguale” “Ho saputo che hai un bellissimo bambino”.

Quasi non li ascolto, mi guardo intorno affascinata, come se fosse un mondo che non è più il mio (e infatti così è, però lo è stato, e neanche io so se devo considerarmi ancora una musicista, penso di esserlo, ma sono talmente tanto altro adesso che chi lo sa. Crisi di identità.), ci sono persone con gli strumenti in mano che provano, che chiacchierano, che scherzano, chi telefona, chi sta seduto e accorda, e a momenti penso che vorrei tornare indietro nel tempo, tornare bambina e scegliere un altro strumento: violino anche io.

Avrei avuto più possibilità di continuare a suonare, forse farei parte di un’orchestra, chissà, le capacità, la determinazione, la tenacia le avevo tutte.

Osservo e ascolto il pianista di stasera, molto bravo e conosciuto in Italia e all’estero, poi guardo gli orchestrali e quanto mi sarebbe piaciuto essere fra loro! Non lui, il protagonista della serata, come sono stata anche io tante volte nella mia vita di prima, ma una di loro.

Essere parte di quei tanti suoni accordati che insieme danno luogo a questa musica meravigliosa, che diventa ancor più straordinaria perché condivisa, un po’ forse come la felicità.

Duo5

Famiglia scomposta

A soli due giorni dal nostro arrivo qui, la famiglia componibile si è scomposta.

Le bimbe sono appena volute tornare dalla mamma, e chiaramente questa era una cosa premeditata e programmata, altrettanto chiaramente a nostra insaputa.
I miei forse non erano solo presagi, erano qualcosa di più: sensazioni forti che avevo bisogno con tutto il mio cuore di tenere lontano, incolpando la mia ansia, la mia paura, i miei timori. Stavolta però qualcosa di vero c’era eccome.

La richiesta è arrivata a metà di una giornata trascorsa interamente giocando con loro: prima con la tastiera elettronica, poi con una fattoria lego grandissima che ci ha impegnati tutti e cinque per ore. Fra risate, grande collaborazione, merenda, battute divertenti.

Però il germe amaro, piantato sapientemente dentro di loro, cresceva, e al primo pretesto è venuto fuori: “posso tornare a dormire dalla mamma?” “Sì, anche io”, ha detto la seconda, “ha detto la mamma che quando vogliamo viene subito a prenderci e ci porta a casa“.

Quando ti trovi davanti a questi episodi, che sai benissimo che sono pilotati ad arte ma non ci vuoi credere perché ti sembra impossibile tanta disonestà, anche se di storie come questa ne senti mille e in fin dei conti è più anomala la tua, di storia di separati e di famiglie ricostituite, che quelle della maggior parte delle persone che conosci, non sai bene come comportarti, e l’unica soluzione ragionevole e con le minori di controindicazioni ti sembra quella di dire ok, andate.

Perché ogni altra cosa, lo sai, verrebbe usata contro di te. Contro di me, poi, che per lei sono oggetto di invidia e competizione (sentimenti questi unilaterali, ovvio), ancora più facilmente.
La salute psicologica delle bambine prima di tutto“, ha scritto lei, salvo poi e io lo so perché ero sul divano accanto alla grande che controllava ossessivamente il cellulare, scrivere alla figlia maggiore commenti offensivi e sminuenti il padre, per creare in lei complicità madre/amica- figlia.

Quindi io sono rimasta in silenzio, le bimbe tutte contente si sono messe calzini e scarpe, mio figlio sconvolto quando le ha viste prepararsi ha esclamato:”Ma davvero ve ne andate?!”

Nessuna risposta.

Un omertoso silenzio.

Perché lei, la super mamma, che loro disegnano come una wonderwoman col mantello (facile fare la super donna quando si vive con un alto mantenimento perché non si è mai voluto andare a lavorare, e vantarsi con le figlie di essere bravissima a cavarsela sempre da sola quando non si ha niente da fare dalla mattina alla sera), ha insegnato alle sue figlie, e c’è riuscita purtroppo benissimo, a mentire. A omettere.

“Non lo dite a papà perché poi rompe, questo è un segreto fra me e voi, non dite che siamo tornate a casa alle 4 perché siamo state in giro per locali con i miei amici sbandati, non dite che vi ho dato l’antistaminico perché dopo aver dormito dalle 6 di mattina alle 17 poi la sera non avevate più sonno, non dite che vi regalo tutto quello che mi chiedete perché poi si arrabbia, mamma mia che vita pallosa che fate con papà e quei due, vi fanno andare a letto alle dieci e vi fanno dormire ognuno nel proprio letto, ma che cose sono?! Se voi volete dormire nel lettone con me fino a vent’anni dovete sentirvi libere di farlo! Se la maestra vi rimprovera perché non avete fatto i compiti ci penso io, vado da lei e la distruggo, se sempre lei quando le dite che avete mal di testa non mi manda a chiamare perché non ci crede sapete che faccio? Vi tengo a casa una settimana, così lo vede che avevate ragione voi e lei stronza che non vi ha credute! E papà sbaglia, io vi amo più della mia stessa vita ed è per questo che vi consento di fare tutto quello che vi pare, senza regole di nessun tipo, ma che vogliono quelli?”

Ma noi, “quelli“, con chi dobbiamo avere a che fare? Possiamo solo cercare, e lo facciamo costantemente, coerentemente, e con tutto l’amore che proviamo per loro, di dare quello che per noi è il buon esempio, e poi si vedrà. Da grandi sceglieranno a quale modello avvicinarsi, quale sarà la vita che vorranno. Anche se a volte, in momenti come questi, sembra di lottare contro i mulini a vento.

Ora come ora c’è tanta amarezza qui. C’è tanto silenzio, interrotto dalla voce di mio figlio che gioca da solo, ma si annoia, e da noi due, che ogni tanto ci chiediamo se avremmo potuto dire o fare qualcosa perché restassero.

Ma le parole restano nel vuoto, io scrivo questo post, lui guarda il telefono, pulisce la cucina, spegne il fuoco sotto ai due bei polpettoni che io e la piccina avevamo impastato insieme per stasera. E fine, altro non mi viene.

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