“E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.” Alda Merini

Dopo una estate diciamo movimentata, tre mesi passati volontariamente (questo devo dirlo,  non mi aveva costretta nessuno) al Sud per stare vicina al resto della famiglia almeno nei mesi in cui in teoria si dovrebbe essere più liberi, mesi che si sono rivelati faticosissimi per me, e di conseguenza per il mio uomo meraviglioso, in cui mi sono pure ammalata (la forza della psiche), non paga della fatica,  dell’ansia, della poca sopportazione di tutto, a ottobre decido che sarebbe bellissimo andare a sciare tutti insieme a febbraio.

Masochista o forse solo ottimista, chi lo sa, comunque prenoto tutto: casa in Trentino,  figlio, aerei per loro. Il fidanzato mi segue in questa ventata di incosciente e audace allegria e prenota pure lui le figlie per la settimana di carnevale.

Nel frattempo ritiro gli esami, ne faccio altri, mi sottopongo pure ad una risonanza magnetica dalla quale si evidenzia che non ho nulla al cervello (che cosa buffa), concludo che è stata l’estate a farmi ammalare e che forse non sono così portata per fare la mamma, la matrigna, per avere una famiglia, non solo mia, ma tanto meno allargata. Nel frattempo,  o contemporaneamente, il mio uomo si paralizza e mi comunica che no, la vacanza non si farà, che non ci vedremo più tutti insieme per tanti giorni perché anche lui è stato male,  ha sofferto e si è stancato in modo abnorme l’estate passata, non se la sente di ripetere l’esperienza. È categorico e risoluto.

Ecco. Io non so cosa mi sia scattato in quel momento, forse ho semplicemente capito,  vedendo le cose dall’esterno, con lucidità e la rinnovata serenità, che era il momento di prendere la situazione in mano e rimettere a posto le cose.

Perché, estate a parte, prima andavano bene, cosa è successo e perché?

Ho iniziato un duro lavoro su me stessa, ho scritto tanto, analizzato, ho letto un libro bellissimo che mi ha aperto gli occhi su tante cose e che consiglio a tutti, proprio a tutti,  perché illuminante (La forza della gentilezza, di Piero Ferrucci), ho trascorso due mesi cercando di aprirmi, di calmare la mia ansia al pensiero della famiglia riunita, cercando di capire che non c’è nessuna minaccia da cui devo proteggermi,  e poi ho dovuto convincere lui,  il mio amore.

Non ho fatto tutto in un giorno, anche con lui ho cominciato da lontano, parlandogli di quelli che credevo fossero i miei progressi, di quello che avevo compreso, degli errori fatti e mai più da ripetere, senza promettere nulla,  perché non me la sentivo, avevo troppa paura di sbagliare e di fare promesse che non avrei potuto mantenere.

Ma lui niente. In montagna non si va.  Piuttosto pago l’appartamento,  ci vai tu,  ci andiamo io te e tuo figlio,  ma tutti insieme no.

Questo a due settimane dalla partenza.

Così un giorno l’ho fatto. Ho promesso.

HO GIURATO proprio.

Ho giurato che sarebbe andato tutto bene,  che sarebbe stata una bellissima vacanza e se così non fosse stato,  me ne sarei andata con la scusa di un lavoro improvviso da fare o altro.

Lui si è fidato, deve avermi vista così determinata che mi ha dato l’ultima possibilità.

Mi affido a te.

Col peso di questa immensa responsabilità, perché volevo farcela ma non ero affatto sicura che sarebbe andato tutto bene –anzi–  ho respirato a pieni polmoni e ho iniziato a fare le valigie,  perché davvero si era davvero fatta l’ora di partire.

Non posso raccontare gli incubi che hanno abitato le mie ultime notti prima che arrivassero loro tre dal sud, un po’ li ho scritti, un po’ li ho rimossi, ma erano accomunati dall’ansia, dagli imprevisti nefasti, popolati da persone cattive che tornavano dal passato per rovinarmi il presente. Esorcizzo la paura, ho pensato, e ho continuato a riempire borsoni di lenzuola,  asciugamani, tute e abbigliamento da sci per tutti.

E poi un giorno sono arrivati. Sono andata a prenderli in aeroporto, e le bambine mi sono corse incontro abbracciandomi  e ubriacandomi  di parole,  sorrisi,  confidenze.  Abbiamo noleggiato una grande monovolume,  raggiunto il mio bambino,  e siamo partiti alla volta delle Dolomiti.

Com’è andata?

Benissimo.  Meravigliosamente,  perfettamente,  come mai mai mai avrei potuto immaginare.

Non so se sono stata io, che forse sono cambiata, non so se i bambini sono cresciuti e sono cambiati loro, non so se sia stato l’inverno, che è la mia stagione, o la montagna,  che è  la mia dimensione, ma tutto è  filato per il meglio.

I bambini in macchina non si sono sentiti, e le ore di viaggio sono state almeno 4: i piccoli hanno giocato insieme con il mio ipad, condividendo giochi di azione (alternandosi senza mai litigare) e giochi di parole, come i crucipuzzle o la parola da indovinare o il gioco dell’impiccato, mentre la grande ha ascoltato musica e guardato semplicemente fuori dal finestrino, assorta in chissà quali pensieri di preadolescente.

Avranno fatto la famosa domanda che tutti i genitori temono e che in genere arriva dopo dieci minuti di viaggio, quando arriviamo?, forse una volta. Ci siamo fermati quasi alla meta per ammirare una vallata con un tramonto mozzafiato insieme a loro e un’altra per andare a vedere una cascata ghiacciata, per il resto un viaggio da non accorgersi quasi di averli, se non per le grasse risate dei piccoli mentre giocavano.

Noi due abbiamo avuto tanto tempo per chiacchierare,  durante la mattina mentre i bimbi facevano scuola di sci (siamo pure riusciti ad andarcene un’intera mattinata a sciare da soli nonostante una forte nevicata e scarsissima visibilità), anche durante il giorno e i viaggi,  incredibile! Addirittura non volevano venire neanche a fare la spesa,  preferivano essere lasciati a casa da soli a giocare.

Siamo molto felici di questo risultato,  perché stiamo imparando a stare tutti insieme ma con l’indipendenza individuale di chi si ama ed è sicuro dell’amore che riceve. Io lo trovo bellissimo. E mi stupisco perché non so proprio come ci siamo arrivati. Forse piano piano, senza che neanche ce ne accorgessimo, perché i cambiamenti, quelli profondi, avvengono nel tempo, non senza cadute, delusioni, involuzioni, momenti di sconforto. Sarà stato così anche per noi. Ma che bello adesso!

Spero di riuscire a scrivere di nuovo quanto prima,  mi scuso con tutti gli amici di blog a cui non sono materialmente riuscita a stare dietro, è che sto lavorando tantissimo, anche dopo cena, e quando non lavoro sono in viaggio o indaffarata a fare la mamma, mi resta davvero poco tempo libero,  ma vi leggo con piacere anche se non riesco a  commentare sempre.

Il mio lavoro di fotografa procede alla grande,  mi sto specializzando nella fotografia di neonati,  minuscoli fagottini di pochi giorni di vita,e durante l’ultimo shooting mi sono sentita dire così: tu quando fotografi i neonati sembra che fai un mandala,  o uno di quegli album da colorare per rilassarsi, eppure è un lavoro lungo e spesso sfiancante, fatto di attese, momenti morti, pianti, pause, scatti rubati…

Sarà terapeutico pure questo!  

A presto allora, spero con tante belle notizie.d87eced94f85a878ce67a79d5df81a8c

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45 pensieri su ““E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.” Alda Merini

  1. In bocca al lupo per tutto… la scalata è sempre ripida, ma che soddisfazione lassù in cima!

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  2. Che bello che tutto è andato bene, sei coraggiosa e alla fine sei stata premiata da queste vacanze bellissime su in Trentino. Un abbraccio sono felice per te.

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  3. Grazie per ciò che condividi…sei una botta di positività!

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  4. Che bello! Io penso che queste lente faticose meravigliose inaspettate metamorfosi in realtà capitino a chi davvero sa mettersi in discussione, sa rimanere con l’animo aperto, sa lavorare su di sé. Non è una dote di tutti! E non sempre ne vale la pena. Ma se è così, i risultati arrivano!!

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  5. Bravissima, sei riuscita ad essere serena e questo ha contagiato tutti, sono tanto contenta per te, un bacione cara, stai tranquilla, quando scrivi io arrivo a leggere con tanto piacere, un abbraccio forte, ❤

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  6. Felice per te! Sì, i cambiamenti profondi richiedono tempo e spesso fatica ma alla fine, se ci abbiamo creduto e gli abbiamo sentiti dentro, i risultati sono eccezionali! Un abbraccio

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  7. Bello! Bravissima! Per il resto quest’anno siamo tutti un po’ risucchiati dal qui e ora e si scrive tutti meno, ma quando arrivano i post dei blog-amici fa sempre piacere

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  8. Leggere queste parole bellissime mi riempie di gioia per voi!!! Un abbraccio di tutto cuore e mi segno il libro! 😘

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  9. Mi ero persa lo stop dell’uomo, ci sta, i 3 assieme non devono essere sempre una passeggiata ma voi siete bellissimi, le vostre foto ne sono testimonianza, ci saranno altre vacanze meravigliose e altri periodo da cancellare … Ma direi che ne valga sempre la pena. Un abbraccio!

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  10. I cambiamenti migliori avvengono piano piano. Siamo un.continuo divenire. Goditi questo momento. Grazie di aver condiviso questa vacanza…😊

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  11. Chissà forse proprio l’averci riflettuto a lungo e anche l’aver sofferto ti ha portato ad affrontare e a reagire diversamente nei piccoli gesti del quotidiano e quindi…tutto è stato meraviglioso! Evviva sono contenta per te e anche perché gli esami sono andati bene! BAci

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  12. Per me l’estate è una stagione particolarmente faticosa.. Non mi stupiscono quindi il tuo nervosismo e la fatica nel tenere dietro ad una situazione di per sé già difficile. Brava, hai fatto bene a riprovare! 😊 in bocca al lupo per tutto, compreso il lavoro. Il prossimo mese inizierò un corso di fotografia: non vedo l’ora! Un abbraccio. Chiara

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  13. Mi hai riempito il cuore di gioia, trasmesso energia pura e positività! Attraverso i racconti di quest’estate, la paura della malattia, la ritrovata forza, la tua infinita dolcezza unita a tenacia ne esce davvero il quadro di una persona meravigliosamente completa e amorevole…e non ho dubbi che sia così! Che gran lavoro stai facendo su di te, fisico e interiore…ti meriti tutto il meglio!!! 😘 che questo sia solo il primo passo di un anno ricco di belle cose! Un abbraccio stritolante

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  14. Ti capisco. Anzi, lo so. Vivo e ho vissuto sulla mia pelle gioie e dolori di una coppia con figli altrui (io non ne ho ma lui ne ha 3, adolescenti). A volte mi sembra di non farcela, altre volte mi pare di sì. Non è facile, per nulla al mondo. Ma l’amore che si ha per l’altra persona è la leva e la soluzione. In bocca al lupo a te e anche un po’ a me. (intanto l’osteopata stamani mi ha detto che sono un blocco, che le energie che ho nella testa le tengo nella testa per alimentare le mie seghe mentali quando invece dovrei lasciarle fluire lungo il corpo, che altrimenti si blocca. Mi ha detto, infine, di imparare a dire “Non importa”).

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  15. Allora siamo due maniache del controllo, perfetto. ahahahahha. Buona giornata!

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  16. scusami scusami scusami se è un po che non passo…
    ma tornare e leggere questa cosa è stato proprio belloù! sono contenta che sia andato tutto bene e sia tornata serenitò e armonia!

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  17. Torno qui e trovo caos e poi dopo il caos i cambiamenti. Sono felice per quello che ho letto.
    Ti abbraccio forte ❤

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  18. Ciao cara, come stai? Mi manca leggerti e avere tue notizie 🙂 Spero che vada tutto bene, un abbraccio e buon inizio di settimana! Margherita

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  19. tesora…… volevo salutarti…. solo un abbraccio!

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