Uomini separati, famiglie ricostituite e figli vari. Appunti.

Ho appena ritirato i risultati delle analisi, e non c’è alcun errore di laboratorio: i valori sono quelli e mi appresto quindi ad andare in fondo alla cosa. Però non ho voglia di angosciarmi, tutti mi dicono che non mi devo preoccupare, e quindi non mi preoccupo finché non c’è da farlo. 
Ho scritto così un post-utility per le famiglie componibili, allargate, ricomposte, per chi vi si avvicina e desidera prima o poi esserlo. Qualcosa che possa seguire il primo (questo) e racconti come sono andate le cose fra mio figlio e le bambine del mio fidanzato.

Quando si comincia una nuova vita con un compagno che ha già figli, e anche noi ne abbiamo, ci si trova a far convivere bambini che prima non si conoscevano, probabilmente molto diversi fra loro, con abitudini diverse, vite diverse (a volte diametralmente opposte), e nella nostra immagine fantastica e stereotipata della famiglia ricostituita, essi subito si ameranno e diventeranno, come per osmosi, fratelli.

Bene, sappiate che non sarà così. E che all’inizio soprattutto, si alterneranno con molta probabilità varie fasi nei loro rapporti.

Posso raccontarvi come è stato per noi. I bambini si sono conosciuti quando ancora noi eravamo solo amici, insieme ad altre persone, altri bambini, e come primo incontro era andato tutto bene.

Quando noi eravamo già coppia e abbiamo cominciato a frequentarci tutti insieme, c’è stato un momento (fase) di iniziale euforia: i piccoletti probabilmente avevano capito tutto ed erano già innamorati di noi adulti (il mio del mio fidanzato e le bimbe di me), quindi nell’aria c’era una grande allegria, eccitazione, un innamoramento collettivo che ci faceva ben sperare e camminare a mezz’aria tutti quanti.

Non c’erano interferenze da parte degli altri genitori, del mio perché di base troppo pigro per interessarsi alla cosa, della di lui ex perché ancora forse non aveva ben chiaro cosa stesse succedendo.

Quando, dopo accurata preparazione, abbiamo annunciato loro che noi ci volevamo bene e che eravamo ‘fidanzati’ le cose sono rimaste sempre carine, facili, con la differenza che finalmente potevamo anche dormire insieme e smetterla con la pantomima di me che dormivo con mio figlio e lui con le sue o in salotto in un pouf.

Poi è arrivata l’estate, e la nostra prima convivenza lunga. Venti giorni a casa loro dopo la fine della scuola, evviva, non ci pareva vero!

E invece… Una gran fatica.

Gli orari diversi, le abitudini diverse, la stanchezza (mia), i problemi di sonno di entrambe le bambine (causate probabilmente da un fuso orario tutto italiano per cui avevano con noi e con la madre orari molto molto diversi) e quindi ogni sera erano tragedie greche (“non dormirò mai“, “non voglio dormire” “voglio andare dalla mamma così poi con lei usciamo“), le gelosie fra i piccoli che hanno cominciato a venir fuori prepotentemente, e allora erano scortesie, intolleranza reciproca, pianti, accuse, malesseri psicosomatici improvvisi, e noi due poveri cristi innamorati nel mezzo.

Abituati a stare insieme di base da soli, due fidanzatini dediti a fughe romantiche, reportage fotografici e lavori a tema, mostre, cinema, concerti, ci siamo ritrovati nel marasma più totale.

Con l’aggiunta della ex di lui che lo chiamava per digli che doveva sgridare ‘il bambino’, perché faceva i dispetti alla sua più piccola e che quindi la metteva su contro mio figlio, rafforzando l’idea che lui fosse tremendo e dispettoso.
Un circolo vizioso che pensavo non si sarebbe mai interrotto.

L’errore è stato illudersi, un po’ infantilmente, come quando da ragazzi sognavamo la famiglia e ce la immaginavamo come quella del mulino bianco (con tanto di macchina familiare e labrador) che tutto sarebbe andato bene da SUBITO, che loro si sarebbero amati, sopportati, rispettati, solo perché si erano in precedenza conosciuti e avevano provato simpatia.

La realtà è ben diversa. La famiglia allargata è un mondo meraviglioso ma anche tanto complesso. Ci vogliono il triplo e quadruplo della pazienza, della sopportazione, della tolleranza rispetto a una famiglia tradizionale, perché ci sono dinamiche diverse, persone diverse, individui che provengono da abitudini, a volte culture, lontane, ci sono gli ex che spesso ci mettono del loro per impicciarsi, per boicottare (noi devo che siamo stati fortunati da questo punto di vista ma anche bravi nel frenare sul nascere anche una embrionale interferenza), i bambini non diventeranno automaticamente fratelli, non si vorranno per forza bene, e a volte non proveranno neanche simpatia l’uno per l’altro.

Ci saranno gelosie trasversali: dopo i primi momenti di euforia da rinnovata armonia familiare, i figli saranno gelosi fra di loro (nel nostro caso il mio è ancora molto geloso quando le bambine vengono da me a chiacchierare di cose da donne o quando mi mostrano balletti, video, o qualunque cosa le riguardi), e a volte saranno gelosi di noi grandi.
(Non fate l’errore di essere gelosi VOI dei figli dell’altro: a noi non è successo, ma so che capita e mi sembra qualcosa di inutile, doloroso, e controproducente.)

La coppia sarà messa alla prova, perché passerà dalla fase che bello siamo innamorati, facciamo i fidanzatini, amiamoci, ci siamo solo noi, quanto siamo felici, a non poter neanche scambiare due parole perché almeno uno (se non di più) dei figli sistematicamente verrà a interrompere perché avrà una cosa importantissima e improrogabile da dire proprio in quel preciso esatto momento. Dovremo quindi riorganizzarci, armarci di logica, e, come due giocatori di tetris, riuscire ad incastrare il tutto in modo da avere ogni tanto qualche momento per noi, se non altro per chiacchierare dieci minuti fra adulti e di cose da adulti.

Sono convinta che l’amore e la costanza paghino sempre. Il tener duro, non perdere la testa, il restare fedeli a quello che noi siamo e che vogliamo portare avanti, senza cedere ai ricatti morali di nessuno (che siano figli o ex), cercando sempre il dialogo con i bambini, mediando quando c’è da mediare, amandoli e non giudicandoli mai.

I nostri tre adesso vanno d’amore e d’accordo, si vogliono davvero bene, e ce ne accorgiamo da tante piccole cose. Intanto ora si difendono l’un l’altro quando li sgridiamo, si alleano contro di noi compatti e risoluti, e comunque non più a fazioni (le sorelle contro il figlio unico). Se una delle due fa un torto al mio, ad esempio, l’altra prende le sue difese, supportandolo e riprendendo l’altra. Questo un anno fa non succedeva, e io, stupidamente, un po’ ne soffrivo. Giocano molto insieme, quando fanno progetti li fanno sempre per cinque, le liti ci sono ma riescono quasi sempre a sbrigarsela da soli e in fretta.

Non escludo che ci saranno altri cambiamenti, ma ora voglio godermi il momento. Va tutto bene, non è sempre facile, ma cosa lo è?

fratelli

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37 pensieri su “Uomini separati, famiglie ricostituite e figli vari. Appunti.

  1. Il post è bello, il resto non si può commentare….un abbraccio forte

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  2. Mela ciao! Sto bene, davvero, e sono tranquilla e serena. Tanto entro una settimana dovrei avere una diagnosi e così nel caso saprò come curarmi. Comunque sto benissimo anche fisicamente! Grazie di cuore per i tuoi pensieri.

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  3. un gran bell’esempio

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  4. Il mio compagno ha 3 figli, io nessuno. Loro, 3 adolescenti, io certe volte pure. Conviviamo e non è semplice. Proprio per nulla: io e il mio compagno siamo diametralmente opposti sull’educazione da impartire, so che non mi riguarda e che deve essere lui (e la madre) a occuparsene ma certe volte faccio fatica a starne fuori. Adesso sto cercando di fare proprio questo, lasciare che qualunque decisione (giusta o sbagliata che sia) circa loro 3 la prenda solo e soltanto lui. Spero che la nostra coppia, in questo momento un po’ persa tra i flutti dei litigi e delle tensioni, si riprenda e non si perda di vista. Bravi voi.

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    • Ciao Pennachella, e benvenuta. Penso che la tua sia la scelta giusta, prova davvero a non intervenire nell’educazione dei tre figli, lo so che è difficile, ma ci si risparmia in armonia e salute mentale 🙂
      Tanto hanno sia una mamma che un papà, e immagino non vivano sempre con voi, quindi anche stic… 😉
      Non so come si comportino con te e che rapporto abbiate, io in genere non intervengo, solo quando proprio la cosa riguarda anche me allora parlo con le bambine, ma mai come un rimprovero.
      un abbraccio e in bocca al lupo per tutto.

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      • Con loro il rapporto è sempre stato buono. Adesso, con l’adolescenza e soprattutto con la ragazza di 15 anni, siamo un po’ in conflitto. E’ questo momento che li fa scontrare, non io o loro o noi. I miei interventi sono finalizzati al loro bene perché credo che alcune decisioni prese dal mio compagno non siano giuste. MA ripeto, meglio stare per conto proprio e lasciare che sia. O almeno provarci. Crepi, anche a te!

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  5. ah caspita. beh, l’atteggiamento è decisamente positivo (per entrambi gli aspetti), per cui non posso che sostenerlo ulteriormente mandandoti un po’ di “energia telematica positiva”!

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  6. Sei una persona deliziosa e lo si evince da come hai saputo gestire la tua famiglia, componibile. Mi spiace per gli esami, mi raccomando combatti, andrà tutto bene. Un caro abbraccio hai una famiglia bellissima.

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  7. siete stati molto bravi a gestire il tutto e ora potete tirare un sospiro di sollievo! Evviva! Per il resto in bocca al lupo per le analisi.

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  8. Ciao carissima, io un po’ l’aspettavo questo esito e leggere questo post che va oltre quello che sei e provi tu in questo momento, ma ci racconta di questa fratellanza mi apre il cuore. Essere fedeli a quello in.cui si crede con pazienza ed amore! Non potevi esprimerlo meglio, ti abbraccio forte forte ❤ e so che tutto il tuo impegno e la tua positività verranno ripagate

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  9. Io non dico niente.. Ti mando solo un grande abbraccio. Quello che racconti tu, come sai, da me è fantascienza, pur nella diversità di fondo delle situazioni. Quindi chapeau ancora una volta. 😘😘

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    • La differenza, cara chiara, la fa soprattutto l’età dei figli, credimi! I nostri erano e sono ancora piccoli, è più semplice. Davvero. E poi i nostri volenti o nolenti ci e si devono frequentare per forza :)), meno male che gli siamo e si sono andati bene! 😉

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  10. Hai scritto un bellissimo post, la tua famiglia e’ stupenda e tu hai saputo rendere il tutto piu’ bello, ti leggo da tanto e mi piace quando racconti di te, del tuo compagno, di tuo figlio e delle bimbe, anche dei disaccordi, perche’ e’ questa la vita, ti abbraccio cara, tanto, per il resto fai bene a stare serena, andra’ tutto bene, 🙂 bacioni ❤

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    • Laurina grazie!! Ho tanta voglia di ricominciare a cucinare qualche buona ricetta, appena torno a casa mi rimetto in pari col tuo blog e prendo subito spunto. Quest’estate alla fine ho fatto il gelato ed era buonissimo, mi sono sempre dimenticata di dirtelo. Un grande abbraccio e buona giornata. ❤

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      • Sono contenta che il gelato ti sia venuto buono, ricambio l’abbraccio, quando fara’ piu’ freddo ti metterai ai fornelli, si ha piu’ tempo e ci si scalda, 😉 Baci, ❤

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  11. Mi piace leggere la felicità vera che non è mai quella che ti capita ma che ti vai a cercare…. Un bacio e buona giornata Chiara!

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  12. Il mio compagno, che figli non ne ha, è geloso di mia figlia. Quando dedico spazio solo a lei, cerca sempre di intrufolarsi in mezzo. I primi tempi volevo prenderlo a calci, col tempo ho capito che non lo fa per gelosia verso la bambina, ma per gelosia nel nostro rapporto, dell’intimità che ho con mia figlia, e della quale anche lui vorrebbe far parte. Ho iniziato a cercare di portarlo “dentro” il nostro “cerchio” e le cose sono notevolmente migliorate, ma c’è ancora tanta strada da fare e no, non è mai facile, non c’è nulla di facile!!!
    Complimenti, comunque, per l’ottimo lavoro che voi avete fatto. Perché arrivare a costruire una stabilità, in tutto questo marasma, è davvero da encomio!

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  13. non bello, di più !! per amarsi ci vuole coraggio: grandi !!

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  14. E’ sempre una scoperta leggerti. Conosco (certo, non nei dettagli) la tua storia e la tua famiglia componibile ma ogni volta è come se la raccontassi per la prima volta. E ogni volta mi stupisce.
    Un grosso in bocca al lupo per le analisi e quel che seguirà, mi dispiace ma sono certo che non ci sarà da preoccuparsi.

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  15. Un abbraccio (qui) per te ❤

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  16. Sai, da piccola a me è toccato subire dei tentativi di composizione non graditi, a volte dovendo rinunciare a programmi già fatti che mi allettavano molto di più. Vedere come voi avete saputo gestirli è stato proprio il segno che si può fare anche mettendo al primo posto i figli e non solo la coppia smaniosa di togliersi dalle scatole il problema di neutralizzare i pargoli imponendo loro di “giocare insieme” per permettergli di dedicarsi ad altro senza sensi di colpa, magari colpevolizzando i bambini se non gradiscono essere usati in questo modo… perché per quello scopo l’unica cosa giusta da fare sarebbe organizzare per i figli indipendentemente qualcosa che sia loro gradito e li porti altrove, anche se non ci piace troppo dove e con chi e anche se costa tempo e soldi organizzarlo. Cioè fare per i figli la stessa cosa che si fa per sé: organizzare del tempo piacevole pensando alle loro esigenze, non alle proprie comodità perché “con tutto quello che già faccio devo ancora preoccuparmi che non gli sta bene quello che decido” o perché “tanto si sbaglia sempre”: una delle frasi più aggressivamente piene di superbia e presunzione che si possano pronunciare, nel suo sfoggio di falsa modestia vittimista.
    Ma penso che per la riuscita di una ricomposizione sia essenziale che dietro queste iniziative ci sia un progetto di vita familiare stabile e abbracciato con sincerità, emozione e desiderio da parte della nuova coppia; ci sia cioè una coppia serena innamorata e sicura di sé e del suo voler essere famiglia e non più solo coppietta. Troppi fanno confusione su questo, vorrebbero ritornare istantaneamente a un’atmosfera “di famiglia” ma che faciliti innanzitutto i neo-innamorati nella loro vita a due, solo che per i figli non può più ricominciare senza scosse come se fosse la vita di un tempo. Si può solo incominciare una nuova costruzione, da loro non scelta, ma che da parte degli adulti. Si fa sempre e solo con fatica e impegno e soprattutto soddisfazione nel farlo. Poi trovo molto importante che il genitore si riservi anche degli spazi da solo con il figlio, se lui ne manifesta la necessità: che non debba temere nel partner nuovo qualcosa che gli porti via l’intimità con il genitore.

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    • Carissima Pellegrina, grazie mille per il tuo bel messaggio. Mi spiace se hai dovuto subire una ricomposizione “forzata” e se voi figli vi siete sentiti un peso per i vostri genitori. Ti ringrazio per le tue parole perché quello che proprio vorremmo evitare è che loro si sentissero di troppo. Non lo sono mai! Anche perché vivendo così lontani, abbiamo tanti momenti sia da passare noi due soli, sia da soli ognuno con i propri bambini… direi che per ora è un buon equilibrio. Un caro saluto, a presto.

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      • Grazie a te di averlo voluto ascoltare. E be’, si sente che vorreste evitare di farli sentire di troppo, si sente anche nelle parole del tuo uomo quando racconta il vostro we con infante malato, abbracci clandestini e tanta ironia, ma una vibrazione affettuosa, sempre, in sottofondo. Ne esce una persona capace e desiderosa di dare molto a tuo figlio, con convinzione e allegria. Quanto a me, la cosa che più mi è pesata sono state le pressioni emotive perché mostrassi di ritenere magnifiche situazioni che mi erano imposte senza che mi fosse permesso di non desiderarle e non apprezzarle. In ultimo ho avuto anche io la fortuna di un tentativo di ricomposizione andato a buon fine, con l’attuale marito della mia mamma, avvenuta quando ero già più che adulta anche se il primo incontro fra loro risale a quando ero bambina, seguito da una lunga separazione. Perché è stato l’unico a volersi rapportare con me come a una persona autonoma e non a un’appendice, pur con enormi differenze caratteriali e di stile di vita. Perché ha saputo parlarmi come si parla a una bambina quando lo ero e partecipare con discrezione e affidabilità alla mia vita quando non lo ero più. Con i suoi figli invece le cose sono andate diversamente. Incontrati brevemente senza passione da piccoli, rivisti da adulti, con la figlia ci si ignora con reciproca soddisfazione (tutto ci scompone), ma ho molta simpatia, ricambiata, per una dei suoi bambini. Con il figlio (del marito di mia mamma) e sua moglie c’è sintonia più sincera, e va bene così.
        Ma gli altri episodi che ho passato tra gli otto e i tredici anni, no.

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