Quando aspettare è anche sperare

Sono di nuovo qui, dopo una lunghissima assenza. Sembrano così lontani i giorni della nostra vacanza a due nell’isola che è anche casa, giorni di sole e di vento, di noi che giriamo in bicicletta per i bastioni, sulla via del mare, alla ricerca del tramonto, in gita all’isoletta dal mare che così azzurro non l’ho mai visto, e poi alla presentazione di due libri: il primo di una mia amica, esordiente, il secondo dell’amica di infanzia di mia mamma, una delle più conosciute scrittrici per l’infanzia, che mi ha stretto le mani con affetto e mi ha baciata, dandomi appuntamento al prossimo anno, magari per cenare tutti insieme, occhi sorridenti e parole che mi hanno scaldato il cuore ed emozionata, io che sono cresciuta con i suoi romanzi e che ho sempre sentito parlare di lei come la fiera bambina che giocava con mia madre, bimba temeraria e avventurosa, caratteristiche a cui è sempre rimasta fedele, in tutta la sua vita.

Sono stati giorni in cui ci siamo finalmente ritrovati, io e lui, e in cui ho iniziato a riprendermi dalla stanchezza, soprattutto mentale, di questa incandescente e lunghissima estate. I figli non ci sono mancati, forse noi a loro un po’ di più, ma era ormai ora di tornare quando sono iniziate le telefonate più lunghe e chiacchierine, e non ce ne siamo fatti alcun problema. Ci sentivamo pronti e rigenerati.

Poi è arrivato settembre, e il nuovo inizio di tutto. Lavoro, scuola, sport, routine che rasserena, fresco che ridà vita.

Tutto tornato al proprio posto.

Il mio bambino sempre più biondo ha iniziato la terza elementare, così come la piccola del mio fidanzato, mentre la grande è in prima media e sembra molto felice ed entusiasta della nuova scuola. 

Noi grandi siamo riusciti a fare anche un’altra capatina sull’Isola per un week-end lungo, ed è stato ancor più bello perché non era più estate, non c’erano quasi più turisti, a parte qualche nord europeo e noi. Faceva pure freddo, ma la città, il mare, tutto era silenzioso, rilassante, i nostri ritmi rallentati, le attività ridotte ai minimi termini.

Abbiamo dormito come non mai, abbiamo riso a crepapelle, abbiamo chiacchierato, ci siamo concessi un paio di cene fuori, e poi siamo tornati a casa.

E qui l’imprevisto, proprio quando pensi che finalmente ti sei ritrovata e che va tutto bene, che hai mille progetti che ti entusiasmano e che vuoi realizzare presto, che la tua vita scorre tranquilla, tuo figlio è un amore, tu sei felice, innamorata come non mai e sei contenta perché questa felicità te la sei anche un po’ sudata e quindi sì, molli tutte le tue difese, le tue paure e hai voglia di godertela in pace.

Succede che hai fatto delle analisi perché durante i tre mesi estivi non sei stata molto bene, ti sono successe delle cose un po’ strane, e quando le ritiri un valore è altissimo, ma non alto in modo normale, è davvero troppo troppo alto. Succede che a partire da questo valore si prospettino varie possibilità, di cui la più brutta non è orribile né, diciamo, eterna, ma tu speri che non se ne avveri neanche una, però devi aspettare perché quello che i medici ti consigliano è di ripetere l’esame perché un valore così alto non si è quasi mai visto e forse c’è un errore, e quindi fra pochi giorni lo ripeti e da lì si capirà come procedere.

Io non voglio essere preoccupata, perché il peggio che può accadere non è grave, anche se non è bello. Mi angoscia molto ricadere, dopo i lunghi anni dell’infertilità, in una spirale di esami, anche invasivi, analisi, medici, diagnosi e cure. Non ne ho più voglia. Ma si sa, non decidiamo noi, e quello che a un certo punto si vorrebbe può essere molto diverso da quello che ci attende.

Così sospendo ogni giudizio, cerco di non pensarci e di vivere come se questo non stesse capitando a me, tanto più di così non posso fare. In spagnolo esperar è evocativo di attesa e di speranza, un unico verbo per due concetti che sono legati indissolubilmente. Posso solo attendere e vedere che cosa ho, sperando nell’errore di laboratorio.  Voglio essere positiva, qualunque cosa sarà la affronterò, e tanto presto o tardi sarà solamente un ricordo lontano.

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44 pensieri su “Quando aspettare è anche sperare

  1. Un abbraccio pieno di tanta speranza per te! fatti forza!

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  2. Esperamos tutti quanti con te allora ❤ un abbraccio come gli altri che ti ho mandato, ma oggi un pò più speciale del solito!

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  3. Un fortissimo in bocca al lupo e che tutto si risolva!

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  4. Vedrai che andrà tutto bene! Incrocio le dita con te perché si tratti di un errore di laboratorio, che spesso succede. I problemi di salute sono sempre una gran scocciatura, ma se il peggio che può accadere non è grave, è già una buona cosa 🙂 Un abbraccio autunnale dall’Isola.

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    • Sei sull’Isola? Ho letto di cicloni e allagamenti :(. Problemi di salute uguale scocciature, è vero, e meno male che non sono ipocondriaca, mi rompono gli esami che vedrai mi toccherà fare, ma tutto si affronta dai, ho vissuto di peggio se ci penso. Un bacio e grazie, salutami il vento 😉

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      • Sono sull’Isola da ieri. È stato indetto la stato di allarme rosso, sta piovendo moltissimo e le scuole del circondario sono tutte chiuse. Speriamo non ci siano danni. Un abbraccio 🙂

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  5. Speranza avanti tutta! Dita incrociate e che si tratti di un fuoco di paglia!

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  6. capisco lo stato d’animo…l’incertezza non è mai piacevole. E’ normale preparare le bende, ma prima di fasciarsela la testa meglio aspettare ancora un po’…
    un abbraccio

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  7. Il like non ci sta proprio ma un abbraccio forte sì. Esperiamo insieme ❤

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  8. Che bello rileggerti, hai passato una bellissima estate in quel paradiso e per gli esami stai serena, si sbagliano spesso con gli esami di laboratorio, ti abbraccio tantissimo cara, buon fine settimana, ❤

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  9. Non ho letto gli altri commenti. Non voglio essere tra quelli che come diceva il grande De André “si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare il cattivo esempio”… ma… arriverà il giorno in cui dirai “ne è valsa a pena”. Vivi. Ciao, Piero

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  10. Auguri grandi. Sai, sovente ci sono errori quando si fanno gli esami del sangue. Spero con te che sia stato solo un brutto scherzo di una macchina. Un abbraccio

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  11. Ti abbraccio e spero anche io, come tutti, che sia un errore di laboratorio….

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  12. Chiara si sono sicuramente sbagliati. Tu stai benissimo…😀 un bacio grande!

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  13. Argggg!! Ti scrivo.. Un abbraccio 😘😘

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  14. Ti faccio tantissimi auguri! Un forte abbraccio.

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  15. Ti abbraccio forte forte, sei una donna forte e combattiva e tifo per te! E sono felice di sentire che questa estate ti ha portato felicità e nuove energie…forza forza, ottimista! 😊 😍

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  16. Mi unisco alle dita incrociate di tutti. “Qualunque cosa si affronta”: mi pare lo spirito giusto!

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  17. Mi unisco alle dita incrociate di tutti. La speranza è l’unica via!

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  18. mannaggia collega di famiglie componibili…! ho letto prima il tuo ultimo post, quindi so che stai un po’ più calma e si aspetta l’esame che farà capire… speriam in bene… ti abbraccio forte forte e in bocca al lupo

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  19. Sono con te. Andrà bene, basta torture mediche per noi. Basta, basta, basta!

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