Into the wild

È l’ultima notte nella minuscola casina bianca sita nella riserva marina protetta, a cinque minuti a piedi da un mare meraviglioso.

I giorni sono volati, e posso dire che è stata veramente vacanza, per me e per tutti i componenti di questa strampalata famiglia, che io nei momenti di crisi mi rifiuto di definire tale, ma che in realtà lo è, e lo è eccome.

Il discorso schiaffo (vedi post precedente) è stato brillantemente chiarito e archiviato, prima dal mio compagno di vita in una telefonata con ex e le due figlie in viva voce, in cui la piccina è stata messa di fronte alle sue responsabilità, e la ex umiliata in quanto superficiale e cattiva, e poi da me.

Un paio di giorni dopo le bimbe sono tornate da noi, mi sono corse incontro ubriacandomi di parole e sorrisi, affettuose anche più del solito, e io ho approfittato di un momento in cui la piccola mi si è avvicinata sorridente con la bici, per parlarle a quattr’occhi.

Ho esordito dicendole che le voglio molto bene, come a una nipotina (mai sia che se avessi detto “figlia”, presto avremmo ricevuto sms intimidatori della serie “La madre sono solo io!!!”), e che se davvero aveva pensato che le avessi tirato uno schiaffo anziché un buffetto sulla manina per toglierla dalla bocca mentre facevamo la foto e ridevamo tutti insieme, allora mi sarei sentita troppo dispiaciuta per lei e per quello che avrebbe provato in quel momento (discorso furbino, lo so, concedetemelo).

Poi una serie di varie ed eventuali sulla sincerità e sull’essere sempre trasparenti e leali fra noi, come era successo anche con la sorella (la quale chiaramente si era subito messa seduta vicino a noi a sentire) nella precedente vacanza: ci si era mandate a quel paese e la sera però avevamo fatto pace e tutto era finito a tarallucci e vino.

La grande rideva e confermava: “Vero, vero!” E giù occhiolini e sgomitate, da amica ad amica.

Con lei è amore dichiarato, senza se e senza ma.

Qualche giorno dopo ci siamo trasferiti qui. In questa piccolissima casina con un grande spiazzo davanti, con tavolo, sedie, una sdraio, tenda per il sole, cucina in un adiacente casottino, e doccia esterna. Una grande pianta di lavanda (deve essere il mio destino), muretti bianchi, altre piante fra cui oleandri, gerani, e citronella.


Attaccato al nostro, un monolocale gemello abitato da un padre lombardo separato con due figli neanche a farlo apposta dell’età dei nostri.

Sono stati giorni gioiosi, in cui non ci siamo fatti mancare nulla, compresi 5 giorni su 10 senza corrente elettrica perché qualcuno ha pensato di rubare un chilometro e mezzo di cavi di rame della rete aerea Enel, e non è stato facile riparare il guasto.


Immagino che sia difficile da credere, ma i giorni più belli e rilassanti sono stati per me proprio quelli senza luce. Frigorifero a parte, che è una gran rottura più che altro perché era complicato cucinare e conservare, abbiamo vissuto con i ritmi della natura.

La sera quando faceva buio avevamo delle piccole torce, ma piccole piccole, e con quelle si faceva tutto. Si chiacchierava intorno al tavolo mettendo un’insalatiera bianca su un bicchiere posizionato su una torcia, e si creava una lampada, andavamo a letto presto, ci svegliavamo altrettanto presto, e si arrivava in spiaggia in orari in cui non c’era quasi nessuno.

La notte, sopra di noi, un cielo illuminato solo da miriadi di stelle, anche cadenti. Io e lui ad osservarle sulla sdraio in giardino mentre i bambini dormivano.

Bellissimo.

Abbiamo preso il sole nelle giuste ore, diventando tutti nerissimi, e persino il mio bambino catarifrangente da quanto è bianco di pelle, adesso ha il segno del costume e mi sembra così strano!

Io, che non dormo la notte se prima non leggo, ho risolto iniziando “La storia” di Elsa Morante che mi ero scaricata sull’iPad prima di partire, pensando che non sarei riuscita mai a leggere su tablet piuttosto che su carta. Invece, non avendo alternative, ho abbassato al massimo la luminosità e mi sono goduta, nel buio pesto delle notti di campagna, la lettura di questo bellissimo romanzo.

Abbiamo vissuto sempre all’aperto: la mattina in spiaggia, poi doccia esterna e fredda per tutti, pranzo in giardino e, nelle ore più calde, prima compiti, poi agguerritissime partite a Monopoli, carte o altri giochi da tavola tutti insieme, anche con i vicini di casa. E forse questi momenti sono stati fra i più divertenti della vacanza.

Abbiamo riso, combattuto, c’è chi ha cercato di barare ed è stato scoperto, chi, avido, non guardava in faccia nessuno pur di comprare, costruire, riscuotere, chi faceva investimenti alla caz di cane e alle aste offriva più denaro di ciò che possedeva e quando si ritrovava a vincerle era costretto a vendere alla banca dei terreni… Mi sono divertita tanto anche a osservare come ragionavano questi bambini, tutti tra gli 8 e i 12 anni, intravedendo un po’ il loro futuro di ragazzi e di uomini, in qualche caso sperando che non fosse proprio così come sembrava, sempre sorridendo e pensando che queste sono alcune fra le cose belle dell’avere figli di questa età, io che temevo tanto la loro crescita e l’adolescenza.


Mi accorgo che adesso mi spaventa molto meno, perché ho imparato a conoscerli e a capire di loro tanti meccanismi: alla fine fanno tanta tenerezza perché da un lato sono piccoli e vorrebbero pure continuare a esserlo, dall’altro sono già grandi ed è troppo bello vedere che ci ragioni, che ti capiscono e che hanno, a momenti, gesti maturi e complici con te che sei l’adulto.

E che dire del tardo pomeriggio, quando noi andavamo in spiaggia fino a quasi il tramonto, e tutti tornavano indietro? La spiaggia tutta nostra, bagni infiniti, mare caldo e pulitissimo,  abbiamo giocato ore e ore col frisbee ad anello tanto che alla fine ci guardavano tutti tanto eravamo bravi. Tanti bambini, anche sconosciuti, si sono uniti a noi incuriositi. E il tempo è sempre volato.

La famiglia componibile non si è scomposta mai, neanche di fronte alle avversità dovute al distacco dalla corrente elettrica, agli incontri molto ravvicinati con ragni grandi quanto il mazzo di carte, viscidi millepiedi, qualche scarafaggio, e a una lotta impari a colpi di Cif spray con le formiche in cucina (lotta perdutissima: mai visto formiche così determinate e organizzate come quelle di campagna).

Siamo stati felici, felici e basta. Qualche arrabbiatura di lieve entità con i propri figli, io un paio di giorni col mio un po’ difficili per dei suoi modi sgarbati (e lì mi tocca dire che si è fatto molto influenzare dai milanesi vicini, che si mandavano affanculo ogni mezz’ora, fratello con sorella, figli col padre, padre coi figli, era proprio il loro modo di comunicare, perché a quanto pare si vogliono molto bene), ma rientrato tutto abbastanza velocemente.

Non ho sofferto di mancanza d’aria da troppa famiglia, e anche questo è strano e indicativo del mio stato di benessere di questa vacanza.

Ho avuto un paio di momenti in cui ho tentato di cogliere l’attimo e andarmene da SOLA in spiaggia a leggere (sempre quando il Monopoli si prolungava oltre le 17, cominciando dopo pranzo), ma sono stata regolarmente e rapidamente intercettata da una delle due bimbe “Aspetta! Vengo con te, ho proprio voglia di farmi un bel bagno!”
Ah. Ok, vieni, non disapprovo

E giù chiacchiere, ancora chiacchiere, bagni insieme, baci (ebbene sì, la grande ogni tanto viene e mi bacia, e io mi commuovo e penso che sia un miracolo), confidenze, frisbee (“Chiara ti devo allenare, così vedrai come diventiamo sempre più brave” “Veramente pensavo di legg… però sì, hai ragione, fammi un bell’allenamento che poi vedranno papà e gli altri come sono diventata brava”) e ancora frisbee…

Domattina tutto questo finisce. Si fanno i bagagli e ci si prepara per la terza e ultima parte della nostra lunga estate. Quella senza figli. Ancora un giorno e saremo soli.

Ce n’è molto bisogno, moltissimo, a questo punto.

Ho già un po’ di magone perché starò senza il mio piccoletto per lunghi 15 giorni, ma lui sarà col padre ancora al mare e si divertirà: me lo devo far passare e anche in fretta.

Io e il mio meraviglioso fidanzato abbiamo tanto da fare, da ora a fine agosto, e allora chiudiamo gli occhi e tuffiamoci senza più pensieri nel nostro prossimo futuro, che sarà emozionante e ricco come sempre di solo cose belle.

Ps. La televisione c’era, il proprietario l’aveva posizionata su un comodino.  Non abbiamo fatto in tempo ad entrare il primo giorno, che il mio uomo l’aveva già  nascosta in cima all’armadio. Nascondiglio ovviamente subito scoperto dai bambini ma abbiamo inventato loro che era rotta. (Solo una volta hanno chiesto come mai quella dei vicini invece funzionava, poi si sono arresi)

TORRE

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43 pensieri su “Into the wild

  1. Un abbraccio grande. Buone vacanze!

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  2. per te solo cose belle sempre! te le meriti 🙂

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  3. Le cose non succedono così, da sole. Dietro questo successo c’è tanto lavoro, tanta sofferenza, e tanto rovello per come muoversi. Un solo consiglio, anche se dubito che tu ne abbia bisogno. Non abbassare mai la guardia. Continua ad arrovellarti, continua a chiederti qual è la cosa giusta da fare, senza dare mai niente per scontato. E’ faticoso, ma poi i risultati arrivano… 🙂 Buona “fuitina”!!! 😉

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  4. Che meravigliosa vacanza! State facendo un ottimo lavoro, mi sembra di leggere fra le righe, fra baci e piccole incomprensioni, che sono comunque alla base di qualsiasi famiglia 🙂 Buone vacanze da innamorati, adesso!

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  5. Sei grande ragazza! Le vacanze senza luce tutto sommato sarebbero un bello stacco da tutto. Bello questo racconto.

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    • Amica tu mi conosci, puoi credere che per me è la vacanza ideale? Ho stentato a crederci persino io! Fissa in costume, calzoncini, canotte e vestitini leggeri da mare. Basta. Capelli selvaggi. Tutto il mio guadaroba che tu ben conosci lasciato a casa. Mi sono sentita così libera e felice! L’unica volta che sono dovuta uscire per andare all’ipercoop a fare la spesa sono tornata con un diavolo per capello dallo stress che mi è venuto. 😀

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  6. Eh sì, una meraviglia davvero!!! E adesso la vacanza a due! Spettacolo!!! Goditela tutta!

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  7. “Siamo stati felici e basta!” Mi risuona nell’orecchio.. Bello, bello il tuo racconto, sa di tanta vita sudata e conquistata, sa di pienezza!
    E adesso buone vacanze a voi due, godetevele!!!

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  8. Buona vacanza a due adesso!! Mi sembra super meritata 😄 sei davvero un’eroina per me… Io credo che dopo due giorni così avrei dato di matto 😔 un abbraccio!

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    • Io invece sono stata finalmente bene e mi sono stupita di me stessa perché nella vita ‘normale’ non sono tipo da vacanza selvaggia… Senza elettricità poi… Invece ho trovato la pace. Forse proprio perché è stata una esperienza totalmente diversa dalla mia quotidianità. Ancora me lo chiedo. 🙂

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  9. E’ un po’ lo stile delle mie vacanze nel paese-che-è-casa, ed è molto bello! 🙂

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  10. Brava! Un forte abbraccio e buone vacanze rilassanti con il tuo lui, finalmente soli!

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  11. Ciao!ti leggo da un po’ e mi rivedo perfettamente nei tuoi racconti essendo io separata con una bimba di 4 anni e avendo un compagno che ha un ragazzino di 12 anni. Tante difficoltà per conciliare tutto ma anche tanto amore che circola in quella che per me e una famiglia a tutti gli effetti,la famiglia!grazie perché mi fai sentire meno sola!buona continuazione di vacanze!😘

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    • Ciao Chiara, grazie per avermi scritto! Capisco le tue difficoltà, voi avete anche bambini di età lontanissime… Comunque l’amore riesce a far miracoli, ne sono convinta. Tanta fatica ma ampiamente ripagata. In bocca al lupo per tutto!

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  12. Ciao 🙂 tornata dalle belle vacanze? Ti ho nominato per il Leibster Award https://auroraindublin.wordpress.com/2015/08/25/liebster-award/ vuoi partecipare? ti abbraccio

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  13. Sono proprio contenta che siano state bellissime vacanze le vostre!
    Buona fuga allora!

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  14. Ciao cara! X costruire queate cose ci vuole volontâ e forza! Ci credo che era bello senza corrente così avete inventato vecchi modi x stare bene… Alla fine queate ns strane famigliw ci danno tante gioie! Noi alla fine ci siam divisi. Io con piccoletta e figlia 12 enne del compagno siam rimasti su nettuno… L’altra è tornata a casa col papâ che tornava al lavoro! Il mare dopo le 19 é meraviglioso! Ogni tanto una piccola fuga da sola serve proprio!

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  15. E ora come stai dopo queste vacanze? Un abbraccio

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  16. Ehi Ehi, come stai? Che fai? Non può rimanere così silente il tuo blog, daiiii 🙂
    (immagino che con rientro alla routine e scuola e tutto il resto non sia facile, ma ti aspetto!)

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    • Eccomi eccomi, carissima Giulia. Ho appena scritto. Cerco di rimettermi in pari con il tuo blog nei prossimi giorni, sperando di poter essere più tranquilla. Da quando hai fatto il “salto” nel reader leggo solo i commenti ai tuoi post, come mai? Capisco che hai scritto un articolo dal fatto che vedo commenti continuamente scorrermi nel reader… un bacione cara Giulia e grazie per avermi pensata. ❤

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      • Cara! Ho già letto e commentato l’ultimo post, abbracci diffusi di buena esperanza 🙂 Per quanto riguarda l’aggiornamento dei post, è vero che il salto ha scombinato un po’ quella parte e l’aggiornamento dei post non passa più per il reader. Ti suggerisco di iscriverti agli aggiornamenti direttamente dal blog, inserendo il tuo indirizzo email nella sezione “Segui Trent’Anni e Qualcosa via email:” A presto!

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