Un’adolescente fra noi.

Sono qui al sud da 10 giorni, giorni sereni, a volte un po’ faticosi, ma belli e tutto sommato facili rispetto a un anno fa.

La più grande e ormai manifesta differenza con l’anno scorso, ma anche rispetto a pochi mesi fa, è che adesso in casa abbiamo due bambini e una adolescente. 

I piccoli sono veramente piccoli: hanno appena finito la seconda elementare, e sebbene intellettivamente avanti, emotivamente sono davvero piccini. Sappiamo che lo sviluppo cognitivo non va per forza di pari passo con quello emotivo.

La ‘grande’ a settembre andrà alle medie e a parte qualche momento in cui è la solita casinista e ancora bimba gioiosa, si sta trasformando in qualcosa che riusciamo a riconoscere solo perchè abbiamo lontana memoria di quello che anche noi abbiamo attraversato alla sua età, ma quanto è difficile, a volte, starle vicino.

Io, lo ammetto, non sono pronta.

Non sono pronta ad affrontare l’adolescenza.

Come si fa?

Oggi abbiamo trascorso tutta la giornata con i piccoli in gita a trovare dei parenti, perché la grande aveva tutto il giorno allenamenti e prove del saggio di danza.

È stato un sabato rilassante, fatto di piccole cose, di discorsi da bambini, di vocine, di perché, di addormentamenti uno sopra l’altro in macchina, di baci e abbracci coi parenti, di cibo casalingo e leggerezza.

Tornati in città, ho preparato una buona e molto appetibile cena per avere la sicurezza che tutti fossero contenti e non rompessero, avendo poche energie e poca voglia di sopportare lagne varie.

La grande è arrivata a quell’ora, si è buttata sul divano con le scarpe sul bracciolo, e si è messa a giocare, o chattare, o a fotografarsi, che ne so (mi sembro mia nonna mentre lo scrivo), col cellulare, a mala pena ciao.

Sono uscita dalla cucina con le fumanti pietanze in mano dicendo allegramente senza ancora prevedere la tragedia che si stava per compiere: “Venite a tavola, è già pronto e apparecchiato in terrazza!”

I piccoli, inutile dirlo, erano già seduti a litigare su chi per primo avrebbe avuto la prima porzione di gâteau di patate; l’adolescente, occhi e dita fissi sul cellulare, ha sentenziato: io non mangio.

Da lì in poi il tempo è come volato, il padre che cercava di farle mettere giù le scarpe dal divano, io che uscivo e mi sedevo a tavola con gli altri due che chiedevano: “Perché non mangia?” E borbottii vari di commenti e supposizioni fra loro.

Io che li zittivo. Il padre che tornava a tavola e l’adolescente da dentro casa che ci diceva: “Guardate che vi sento eh, io lo so perché fate così, papà mi odia, se qualcuno a volte non vuole mangiare voi non gli dite nulla e a me INVECE, tanto ora scrivo alla mamma se mi viene a prendere“.

Abbiamo optato per non considerarla. Fosse stata mia figlia penso che sarei impazzita davanti a tanta maleducazione. Però non so se avrei fatto bene o male.

Non lo so perché non sono pronta, perché alla fine non conosco quest’età, che si fa in questi casi?

Davanti alla più assoluta irrazionalità, irragionevolezza, a una scheggia impazzita che dal nulla decide che vuole starsene sul divano a farsi selfie e a scriversi Whatsapp con le amiche e con la madre invece di venire a tavola con noi, che si fa?

È finita che non ha mangiato, che il padre si è chiuso in cucina con lei e le ha parlato. Le ha detto che se anche fosse stata davvero troppo stanca per mangiare (giustificazione da lei addotta al suo comportamento di stasera), avrebbe dovuto comunque sedersi a tavola con noi e in ogni caso essere gentile con chi la stava aspettando e aveva preparato anche per lei.

Poi le ha riportate dalla mamma, perché questi erano i patti.

So che poi lei in macchina ha pianto, si è disperata perché si è sentita dispiaciuta e triste, si è offerta domani di venire anche se era il giorno della madre per andare al mare tutti insieme, e così probabilmente faremo.

Quando sono rimasta sola con il mio bambino, sono andata da lui che era seduto sul dondolo in terrazza e leggeva un libro, e gli ho detto: “Mi prometti che resterai sempre così? Così dolce, così educato, così bravo, così gentile? Che non ti trasformerai?”

L’ho detto serenamente, quasi scherzando, ma dentro di me avevo il tormento di una situazione che non ho idea di come affronterò quando mi toccherà.

Lui mi ha risposto: “Guarda mamma che l’ho già promesso a papà, tre volte!” (E ha fatto 3 con la manina ancora grassoccia di bambino)

E cosa gli hai promesso?” (Sorridevo)

Gli ho promesso che non sarò uno di quei ragazzini che puzzeranno, che non si vorranno lavare, che risponderanno male ai genitori, come fanno quelli di 11 anni, insomma!”

Poi l’ho messo a letto, e sono rimasta con lui un po’ a scherzare, a giocare a un gioco scemo che facciamo noi la sera e che lo fa ridere tanto. E penso che ha 8 anni, e che voglio godermi ogni singolo minuto di questa sua infanzia, perché poi passerà, e non tornerà più davvero.

adolescenza

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52 pensieri su “Un’adolescente fra noi.

  1. Benvenuta nel club! E il bello deve ancora venire! Hi hi un abbraccio

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  2. Cara Chiara, è sempre stato il mio terrore… E pensare che sono ancora lontana (ha quasi 5 anni!) e non ho idea di come si fa.. Però ho bene in mente come si è un’adolescente, e nonostante questo non saprei cosa dirti. Certo, statele vicini e cercate di comprenderla, anche nei momenti in cui sembrerà assurda e un paradosso vivente. A quell.’età si ha voglia di scoprire il mondo, testare gli adulti, esplorare, ma si ha il costante bisogno di sapere che si è amati compresi che c’è qualcuno, senza esserci 😊

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  3. Oh mamma, se ci penso mi viene da piangere…. 😥😥

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  4. Quando leggo questi sfoghi, provo a comprendere il sentimento che vi scuote, non sono del club, e non ho certo consigli da dare … da parte mia vedo solo la grande gioia che potete provare essendo madri. Ti abbraccio forte ❤ Un passo alla volta si affronta tutto.

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  5. Eh, eh, pensa lei, se tu non sei pronta, quanto poco pronta è. Almeno tu l’hai già avuta, la quindiciannite, per lei è la prima… 😉
    (Consolati, gli adolescenti maschi di oggi si lavano un sacco, il problema sarà delle TROPPE docce, non troppo poche!). 😉

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    • ‘Povna cara, quanto hai ragione! Io per fortuna in questo caso non sono la mamma, e me ne tengo fuori nonostante i nervi che possono venirmi davanti a queste scene. Il mio bambino è già un fissato con l’igiene, quindi confido anche in questo. 🙂 Mi hai fatta sorridere, grazie di cuore.

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  6. Facciamo una cosa, tanto per semplificarti un po’ la vita, limitati a fare da spettatrice. Hai la fortuna di non essere la diretta responsabile della prima dei tre che affronta questi momenti. Io mi ritengo fortunata: a parte qualche paturnia, non abbiamo mai avuto scene del genere in casa. Io sono molto poco paziente su certe cose.., ho paura che avrei reagito in modo poco “tattico” e intelligente. Coraggio! 😘

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    • Chiara, tu sei la mia gemella separata alla nascita! :)) Anche io sono molto poco paziente in questi casi. Penso che fosse stata figlia mia sarebbe finita in vera tragedia, tipo trascinamento di forza giù dal divano (perché le scarpe non le ha mica mai tolte per tutta la sera, sai?), ma forse avrei sbagliato tutto, non so.
      Mio figlio mi conosce e sa che la corda non si può tirare troppo.
      Il mio compagno mi ha raccontato che lui è stato un adolescente bravissimo perché aveva l’esempio di suo fratello grande che ha maltrattato alla morte i genitori, e per lui questo era un tale dispiacere che quando è arrivato all’età critica, è stato tutto diverso.
      Speriamo che il mio bambino, vedendo queste scene e la nostra mortificazione, empatizzi con noi e si mitighi fra qualche anno 😉
      Io comunque devo leggere qualche libro sull’argomento, ne conosci?

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      • Ci ho pensato un po’ e ho frugato nella mia libreria. Ho trovato questo, di cui avevo letto anche la versione dedicata ai bambini:
        I ragazzi imparano quello che vivono- Dorothy Law Nolte / Rachel Harris- Fabbri editore.
        Lo conosci?
        Poi ne ho trovato un altro: non è tanto attinente al problema in questione, ma è sempre legato all’educazione degli adolescenti:
        Figli e soldi- Cometto/Maggi- Sperling & kupfer
        Credo che dovrò rileggere entrambi 😢 😘

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      • Eccomi, si vede il tuo commento, tranquilla 😊, e grazie! Li cercherò entrambi. Mi tranquillizza saperne di più. Grazie ancora chiara, e ti aggiorno. 😘

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      • Ti avevo mandato un commento con un paio di idee, ma non ho capito se è arrivato o si è perso nell’etere, ne ho perso le tracce 😳😂 caso mai fammi un cenno! Buona serata

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  7. L’adolescenza è il periodo “peggiore” per un genitore…si contesta tutto e tutti e il ragazzo/a prende le misure con la vita che l’attende. I primi amori, le prime tragedie per una cotta non corrisposta e poi il gruppo…si fanno tt le stesse cose…insomma è dura ma poi passa 😘 cerca di essere super paziente

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  8. Purtroppo l’adolescenza oggi comincia prima e finisce dopo. Le mie due donne, ché a 25 e 27 anni suonati di donne si deve parlare, ancora oggi a volte assumono gli atteggiamenti di quando erano in piena quindiciannite (complimenti ‘povna, eccellente termine!). Non sono un sociologo e non ho risposte sul perché, mi limito a osservare i fatti, e a volte anche io mi sento mio nonno, quando penso “cazzo all’età della grande ero già sposato da quasi un anno”…
    È molto difficile la tua specifica situazione, sarà opportuno che tu mantenga la giusta distanza emotiva dalla situazione, rimanendo soltanto custode delle buone maniere, senza entrare nel merito educazionale, per non farti dire che non sei la madre e rimanerci male davvero. Il problema è che purtroppo questa situazione è contemporaneamente “tua” e “non tua”. Serve tanta delicatezza e tanta cautela. Ah, dimenticavo. Suggerisci al padre che ogni tanto uno “sganassone educativo” non fa male per niente… 😉

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    • Sullo sganassone educativo mi trovi totalmente d’accordo. Anche lui ogni tanto l’ha fatto, e secondo me è servito. In questo caso, che è stato in pratica il primo episodio, penso che sia rimasto spiazzato e troppo scosso, per cui ha scelto la strada (che è comunque la sua prediletta) del dialogo, anche se non è stato certo morbido.
      Quindi inizia prima l’adolescenza… questa non ha neanche 11 anni e ha appena finito la quinta elementare. Penso che dipenda molto anche dall’ambiente che frequentano, dai modelli, nel suo caso materni, che non sono proprio eccellenti, anzi. Noi, io e il padre, siamo la stabilità, siamo i punti fermi, quelli che non cambiano, che se dicono una cosa è quella, siamo la sicurezza e l’affidabilità. Facciamo fare ai figli cose adatte alla loro età, con noi si divertono e stanno bene.
      Ma adesso ai suoi occhi vedo che siamo i pallosi, mentre la mamma è l’amica, quella che asseconda tutti i loro desideri e capricci (sempre se le fa comodo, perché poi è di quelle che promette e non mantiene, spessissimo, ma le bimbe paiono rimuovere completamente tutto questo), quella che a 10 anni le tinge e le rasa parte dei capelli, che le dà i suoi vestiti (che le stanno enormi, e poi la bimba stessa se ne vergogna), che le invita tutto il gruppo di danza a pranzo e a dormire, che la fa andare a letto a che ora vuole, col telefono sotto al cuscino. Cosa possiamo aspettarci?
      Io non sono la madre, non pretendo di esserlo (infatti non metto bocca mai, a meno che non succeda qualcosa di molto grave, e comunque dico la mia in modo gentile ed educato, senza giudizio e senza rimprovero), ma sono dispiaciuta per lui. Vorrei aiutarlo, ma mi rendo conto che il nostro modello agli occhi delle figlie è molto meno “vincente”.
      Lui dice che ancora è tutto da vedere, che cresceranno e capiranno tante cose. Io ho i miei dubbi, almeno in questi giorni di pensieri, ma forse penso troppo. 😉

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    • max, amplifico il tuo concetto: vedo adolescenti di 50 anni e più. sempre meno casualmente.

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      • Se a 50 anni mio figlio sarà ancora adolescente saranno caxxi suoi, io me ne tirerò fuori ben prima 😉
        Comunque avete ragione, pieno di adolescenti 30/40/50enni.

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      • Mi sento di dare ragione al tuo compagno. Credimi, l’esempio è l’unica cosa che resta. L’esempio e la coerenza. L’importante è credere fortemente in un sistema educazionale e portarlo avanti con coerenza. Sbagliando anche, ma cercando di limitare gli sbagli. Certo che è difficile dire no, certo che ti senti una merda dopo lo sganassone educativo (anche se a volte, come dico spesso, “te li tirano dalle mani”…), ma alla fine i risultati arrivano. Sapere che esistono delle regole in famiglia (peraltro alle quali TUTTI si adeguano) aiuta a capire che le regole fanno parte della vita e che bisogna sottostare alle regole del sistema all’interno del quale ci si trova.
        Tu non sei la madre, ed è giusto che la madre sia la madre, ma credimi: i genitori sono quelli che i figli li crescono. E fai bene a fare come fai. Il front man deve necessariamente essere il padre, tu sei una figura di supporto. Così come quando (quando sarà il turno di tuo figlio avere la “quindicennite”) il ruolo di front man (anzi front woman :D) sarà tuo e il tuo compagno sarà un supporto. Ma il padre di tuo figlio sarà sempre il padre di tuo figlio, e la vostra bravura sarà quella di non creare stupide competizioni, ma di affermare il semplice principio che “le regole della casa sono queste, e quando siete qui fate il cazzo del piacere di adeguarvi” 😉

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      • Aspettavo che rispondesse il mio compagno, ma è stato fagocitato dalle bimbe in questi giorni e non ce l’ha fatta, per cui rispondo io 🙂
        Gli ho comunque fatto leggere la tua risposta e lui è d’accordo con tutto quello che hai scritto. Noi infatti andiamo avanti così, consapevoli che ci saranno momenti difficili come quello dell’altra sera, ma che alla fine la coerenza e l’onestà pagano sempre. Quanto è dura a volte, ma quante soddisfazioni nel tempo. un abbraccio e grazie! (“qui fate il cazzo del piacere di adeguarvi” sarà il nostro motto!) 😉

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      • Ahahahahahahahahah un paio sono transitati anche da una certa redazione… 😀 😀 😀

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  9. Che malinconia nel leggere questo post! La mia BAMBINA inizierà a settembre la quinta elementare, ed è già grande, così grande, che ogni giorno che passa la vedo che mi scappa via e vorrei prenderla e tenerla stretta e riportarla a quando aveva 4 anni e rivivere tutto da capo, ancora e ancora.
    Poi penso che è già una splendida donnina che sta mettendo il bozzolo, che è meraviglioso comunque vederla crescere… ma la fermerei, se solo potessi 😦

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  10. Mamma mia, non parliamone, io non sono prontaaa !! Per quanto mi sforzi di convincermi che stiamo facendo tutto per bene temo all’idea di svegliarmi una mattina e trovarmi un mostro in casa,
    Sui figli possiamo dire al 100% che chi semina bene raccoglie bene?

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  11. io penso semplicemente che di fronte a dei figli potenzialmente non si è mai pronti, soprattutto quando fai parte di quelli che, come noi, hanno perso il libretto di istruzioni fin dalla tenera età. la sensazione è che però tu sia sulla buona strada per lasciarti sorprendere!

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    • grazie, sei tanto carino e mi conforti. E’ verissimo che non si è mai pronti. Se penso però a quando è arrivato mio figlio, ai libri che leggevo, a tutte le cose che sapevo… ecco, mi sentivo più pronta, più preparata, più consapevole. Adesso mi sento come disarmata. 🙂

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  12. Non ci contare che resterà così… Improvvisamente ti troverai a vivere con uno a cui devi comprare 3 paia di scarpe in un mese perché il piede non smetterà di crescere, che vuole uscire con gli amici che è grande e che frastornato dagli ormoni diventerà allergico ai libri. L’unica è che non smetterà di mangiare. Anzi. Sarà capace di far fuori la spesa settimanale in una volta sola… Non è maleducazione, crescono e provano a ribaltare il sistema e ci sta tutto. È il loro ruolo. Il nostro dargli una strada… Dura, difficile, dura, difficile….. ️baci chiara!

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  13. Ma no tesoro, tutte le eta’ sono stupende, stai tranquilla, ora ti godi i suoi otto anni, il resto e’ ancora piu’ bello, ❤ baci tesoro, e' stupendo leggerti, tvb!

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  14. Mi ha colpito la parte di una tua frase: ” […] non conosco questa età.”
    Certo che la conosci, ci sei passata anche tu, non te lo ricordi più?
    E’ l’inizio di quel periodo, adolescenza, nel quale si cerca il proprio “io” l’ego che ci fa sentire al centro del mondo, per il quale ci siamo staccati dai genitori, li abbiamo guardati negli occhi, scoprendo i loro difetti, le loro mancanze; li abbiamo giudicati senza alcuna pietà, abbattuti, distrutti; perché è solo così che si cresce, che si impara a cadere e a rialzarsi senza l’aiuto di nessuno, che si impara a volare in alto, a cercare il proprio spazio in un cielo sconosciuto alla ricerca di arcobaleni e di aquiloni. Dura sei, sette anni, questa battaglia, è inevitabile, naturale, fisiologica.
    Armati di santa pazienza, tanta, e rimani ferma come una roccia. Cercherà di farti crollare, ma se non cedi, alla fine ti ammirerà e saprà che su di te potrà sempre contare e si fiderà di te.
    Aggiungi, inoltre, che lei sente il distacco, lo strappo avvenuto nella sua famiglia di origine e perciò è più dura, per lei, per te, per tutti. Ma non cedere mai. Ogni volta che cederai dovrai ricominciare da capo per riconquistare i gradini percorsi.
    Ciao, un forte abbraccio.
    Neda

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  15. Io sono stata graziata con Figliogrande, ma lo sai. Certo è cambiato, ora può pure votare, certo c’è stato da discutere ma sempre senza colpi di testa. E confermo ciò che dice ‘povna, gli adolescenti di ora sono puliti, molto. Figlia1 ha l’età della grande e sono molto felice di averla mandata a scuola a 6 anni 1/2 perché alle media ci sarà giocoforza la svolta e a me tocca ancora un anno di elementari. Io l’unica cosa che farò è provare a non giudicare, chè è quello che più ha disturbato me in adolescenza. Vedo malissimo il padre francamente, che le vuole piccole per sempre, e lo capisco eh, solo che non è possibile. Altro piccolo consiglio se lo accetti, ma so che posso, evitate rigorosamente di attribuire gli atteggiamenti che voi considerate negativi al comportamento della madre, con lei eh, non tra di voi 😉 . Sai che sono in questo vortice e alla fine gli unici che ne soffrono sono i ragazzi. Ti abbraccio. Andrà bene, vedrai.

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