Non tutto il male vien per nuocere

Tante cose sono accadute in quest’ultimo periodo.
È stato tutto un po’ faticoso a causa del gesso al piede del bambino, soprattutto la mattina, quando dovevamo scendere quattro piani di scale a zoppino uno scalino per volta, io con lo zaino sulle spalle, la mia borsa, le stampelle in mano e molto spesso la spazzatura.
Vi risparmio le complicazioni dello spostarsi per qualsiasi cosa, e meno male che ha piovuto poco.
Da una settimana il gesso non c’è più, le stampelle le abbiamo abbandonate oggi insieme alla sedia a rotelle a scuola (quella con un certo dispiacere per lui), e piano piano vediamo i progressi dei primi passi in autonomia.
E siccome io sono una che trova sempre il positivo in ogni cosa o situazione, ecco che ieri sera, a letto, ho pensato che questa esperienza del gesso è stata davvero importantissima per mio figlio, e tanto gli ha insegnato.
Lui, bambino adulto che non deve chiedere mai, si è scoperto vulnerabile.
Dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico.
Ha imparato a chiedere, ad appoggiarsi, a fidarsi e a lasciarsi andare, sono venute fuori tante paure (del buio, di stare da solo) che abbiamo affrontato -e stiamo superando- insieme.
Ha trovato nuovi amici, anzi amiche, le femmine, che da brave crocerossine materne e premurose fin da piccole, lo aspettavano ogni mattina alla porta di classe per prendergli il piumino, appenderglielo, spingerlo sulla sedia fino al suo banco, pronte a servirlo e riverirlo in ogni sua richiesta. Pazienti e amorose con lui, che ricambiava con sincero affetto, e quando tornava a casa, stupito, mi diceva: “ Ma perché quando non avevo il gesso le femmine non mi consideravano, e adesso sono sempre tutte intorno a me?”.
Una grande lezione di vita anche questa, direi.
Ha imparato ad essere generoso e disponibile, una certa sensibilità si è fatta strada nel suo modo di pensare e relazionarsi, svelandomi lati di lui a me (e forse anche a lui stesso) sconosciuti.
Persino i ‘bulli’ sono diventati tutti gentili e servizievoli, giocando con lui, aiutandolo sempre, cosa che mi ha stupito ma fino a un certo punto: sono bambini anche loro, e per fortuna ancora piccoli.
E il giorno che gli hanno tolto il gesso e la dottoressa si è raccomandata per due mesi di non correre né fare sport con carico sul piede infortunato, ma l’ha autorizzato a ricominciare lo studio della batteria, lui ha avuto il coraggio di dirmi quello che da mesi non riusciva a confessare: la batteria lo annoia, non gli piace, ma aveva paura che smettendo avrebbe fatto dispiacere il suo maestro. “Non ci rimane male, mamma?”
“Non ci rimane male, no, stai tranquillo. Quindi non suonerai più nessuno strumento? Vuoi che ti insegni il pianoforte?”
Veramente io uno strumento lo vorrei fare, ed è il violino, ma solo se mi insegna A
E qui davvero il cerchio si è chiuso.
Ho provato un senso di sollievo, perché la batteria non convinceva neanche me per tutta una serie di motivi, perché adoro il suono del violino, A è la mia amica di sempre, e so quanto vale anche come insegnante (ché l’insegnante è tutto, non solo nella musica, ma in qualsiasi materia).
Non so come andrà quest’esperienza, non ne ho idea, e non importa se suonerà un mese o per tutta la vita, l’importante è che sia riuscito a comunicarmi i suoi desideri, che abbia imparato a non sentirsi obbligato e che faccia qualcosa che gli piace.
Le sue inaspettate e improvvise paure mi fanno conoscere un bambino sensibile e finalmente vulnerabile, che non vuole più essere perfetto, che torna a essere piccolo (“mamma, dormi un pochino con me nel letto?”), che si abbandona e capisce che può esserlo, ancora piccolo.
E che se ancora non sa dove andare, non importa quale strada sceglierà.
Alice
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29 pensieri su “Non tutto il male vien per nuocere

  1. Penso sia una lezione di vita che in futuro gli tornerà utile, soprattutto nel rapporto con gli altri.
    Se è bravo, quella storia delle crocerossine la sfrutterà a dovere in età adulta!

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  2. Come si suol dire ” non tutti i mali vengono per nuocere ” da una brutta esperienza ha capito tante cose
    …e se comincia a suonare uno strumento è una gran bella cosa..gli darà immense soddisfazioni
    Non sono sparita ehhh…sono a letto con l influenza. .mannaggia!!

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  3. Mi sa che allora mi conviene far rompere un piede a mia figlia, per farle capire che le vorremmo comunque bene anche se non dovesse essere perfettina in tutto?! :/

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    • Mi ricordo il post su tua figlia. Purtroppo vedono noi (non so tu ma io sono un po’ così) sempre perfettine e a volte poco flessibili, e diventiamo il loro modello. Sto cambiando io per prima, penso sia l’unica soluzione perché anche loro si rilassino e si ammorbidiscano. Che fatica… Ma ne vale la pena perché alla fine viviamo tutti meglio. 🙂

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  4. Bel post, il titolo riassume tutto. Sono contenta che sia finito il periodo ingessato, e ancora di più che sia servito a far capire molte cose al tuo ometto. 🙂

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  5. Il giovane werther mi ha chiesto un violino per il suo compleanno. 🙂

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    • Ma dai, chissà che non cominci anche lui. A me per ora ne presta uno la mia amica, almeno finché capiamo se gli piacerà e vorrà continuare. Mi ha fatto promettere che dieci minuti al giorno lo farò studiare (come è giusto che sia), e ci siamo presi questo impegno. Sono curiosissima di sapere come andrà, fra pochi giorni la prima lezione.

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  6. Sono contenta che il tuo bambino sia finalmente libero dal gesso e che abbia imparato tante belle cose, quella delle crocerossine, come e’ gia’ stato detto, e’ qualcosa che gli tornera’ utile da adulto, 😀 Lui e’ molto sensibile e tu sei una mamma molto presente e attenta, brava, un abbraccio a te e al tuo caro bambino, ❤

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  7. Beh davvero una bella storia! Tuo figlio sarà un gran bel adulto( e non potrebbe essere altrimenti con una madre del genere!!!) un abbraccio

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  8. Le donne cedono sempre alla tentazione di fare le crocerossine, a qualunque età! 😄 comunque è vero, essere costretti all’immobilità aiuta a pensare. Certo che per un bambino così piccolo..,, è davvero maturo. E tu una mamma molto attenta. A presto!

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  9. Un bambino sensibile e molto. Spero che questa sua sensibilità non gli porti però troppe sofferenze, lo dico per esperienza della mia bipede 😦

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    • Elena, non lo so, è ancora presto per dirlo, ha solo 8 anni ed emotivamente è ancora tutto da ‘costruire’, vedremo crescendo. La tua forse è anche in un’età in cui si è ipersensibili no? Magari si rafforza. Io da adolescente ho sofferto tantissimo, poi piano piano ho imparato a proteggermi. Certo si potesse avere la maturità nostra alla loro età sarebbe fantastico (mi ricordo ancora quando me lo diceva mia mamma 🙂 )

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  10. Adoro il violino !!! Che bello molto dolce e pieno d’amore questo post

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  11. Donne crocerossine, forse questa fase l’abbiamo passata un po’ tutte, l’importante è superarla! 😜

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  12. Conoscendo tuo figlio e i tuoi timori credo che questa esperienza sia stata fondamentale per entrambe. Sono davvero contenta, io l’ho sempre sospettato, e lo sai, che i nostri figli “vecchi” siano in realtà molto vulnerabili e piccoli. Come è bello che sia. Violino magnifico!

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