Pensieri musicali

E mentre ascolto qui a teatro un concerto per pianoforte di Beethoven penso che sembra passato un secolo dagli anni febbrili del Conservatorio, anni di studio e impegno durissimi, ma anche di passione e di concerti quasi tutte le sere (credo di aver visto tutti i più grandi musicisti della nostra epoca nelle platee dei più bei teatri della mia città).

Anni lontani, lontanissimi, un’altra vita.

Mi rendo conto di aver perso l’abitudine ad ascoltare in modo critico un concerto, ora noto meno particolari, e forse però mi godo di più la musica per quello che è, senza fare le pulci al pianista, ai fiati che stonano, agli attacchi non perfetti, al direttore d’orchestra, ai tempi.

Certo penso sempre alle note e immagino la partitura, ma questa è una condanna che mi porterò dietro per sempre, avendo l’orecchio assoluto, e ormai sono abituata: di qualsiasi musica so capire tonalità, note e ritmo, potrei riscriverla mentre la ascolto.

Sono qui con la mia amica di sempre: eravamo al Conservatorio e anche al liceo annesso insieme. Lei è una violinista di rara bravura, insieme abbiamo studiato, formato un duo, seguito corsi di alto perfezionamento, fatto concerti, concorsi, abbiamo condiviso musica e vita unite da un’amicizia che negli anni si è evoluta nonostante tanti eventi ci abbiano spesso allontanate, ma anche legate indissolubilmente a causa di un destino comune, che non riguardava la musica ma la disperata ricerca di maternità.

Entrambe passionali, volitive, sicure di noi e della nostra bravura, non importava neanche guardarci quando suonavamo: sapevamo esattamente quando attaccare ed eravamo sempre perfettamente all’unisono. Una meraviglia.

Le nostre strade professionali si sono divise una decina di anni fa per motivi che non sto a dirvi, l’amicizia è rimasta, se possibile più profonda e solida di prima.

E’ strano essere qua con lei. Ascoltare e commentare un concerto insieme, scrivendo su questo taccuino e passandocelo, complici, come quando eravamo a scuola.

Mi sento un po’ un pesce fuor d’acqua dietro le quinte all’intervallo quando incontro gli orchestrali, di cui molti erano nostri compagni di Conservatorio, anche nel salutarli, lei come nulla fosse perché li vede e li frequenta essendo anche suo marito violinista e suonando in quell’orchestra, io sono imbarazzata dopo tanti anni. Mi sento osservata, qualcuno mi sorride, altri si avvicinano e “Ciao, come stai?” “Che fai adesso?” “Sei sempre uguale” “Ho saputo che hai un bellissimo bambino”.

Quasi non li ascolto, mi guardo intorno affascinata, come se fosse un mondo che non è più il mio (e infatti così è, però lo è stato, e neanche io so se devo considerarmi ancora una musicista, penso di esserlo, ma sono talmente tanto altro adesso che chi lo sa. Crisi di identità.), ci sono persone con gli strumenti in mano che provano, che chiacchierano, che scherzano, chi telefona, chi sta seduto e accorda, e a momenti penso che vorrei tornare indietro nel tempo, tornare bambina e scegliere un altro strumento: violino anche io.

Avrei avuto più possibilità di continuare a suonare, forse farei parte di un’orchestra, chissà, le capacità, la determinazione, la tenacia le avevo tutte.

Osservo e ascolto il pianista di stasera, molto bravo e conosciuto in Italia e all’estero, poi guardo gli orchestrali e quanto mi sarebbe piaciuto essere fra loro! Non lui, il protagonista della serata, come sono stata anche io tante volte nella mia vita di prima, ma una di loro.

Essere parte di quei tanti suoni accordati che insieme danno luogo a questa musica meravigliosa, che diventa ancor più straordinaria perché condivisa, un po’ forse come la felicità.

Duo5

Annunci

24 pensieri su “Pensieri musicali

  1. Voler tornare indietro e indirizzare un altro destino. Capita anche a me. Per motivi diversi ma mi capita. Ed è un sentimento che vale la pena di vivere ogni volta per arrivare a comprendere che se avessimo avuto quello probabilmente non avremmo quello che abbiamo. E da quello che mi sembra da quanto scrivi, quello che hai oggi, conquistato faticosamente, ti piace molto. Che la musica ne sia la più dm bella delle colonne sonore. Bellissimo post!

    Mi piace

    • Hai centrato il punto: sono felicissima di quello che ho, di quello che faccio (la fotografia è il mio amore grande, più di quanto lo sia stato il pianoforte, forse perché scelto in modo più adulto e consapevole e quindi vissuto solo come passione e mai come imposizione), la musica mi accompagna sempre e non ho rimpianti, solo qualche piccola malinconia in momenti come quello del concerto dell’altra sera. Se avessi suonato il violino e fatto la violinista, apparterrei ad un mondo molto più piccolo e chiuso e non avrei la fotografia. No no, è andata bene così!

      Liked by 1 persona

  2. Oddio che meraviglia…
    Avere addirittura l’orecchio assoluto! Dal che deduco che devi esserti presa anche il mio, di orecchio, mai pervenuto a destinazione.
    Sto cercando di immaginare le tue sensazioni, dev’essere come sentirsi trasportati in un altro mondo. Ho due cari amici musicisti, violoncellista lei e contrabbassista lui: quando parlano della musica cambiano espressione. Vi invidio parecchio..

    Mi piace

  3. Per me essere musicista rimane il miglior essere al mondo, il più affascinante essere al mondo. Anche se uno non lo è più, lo è comunque. Certo io non avrei potuto esserlo, non credo fosse lì la mia strada. Peró mi fa sempre un po’ invidia.

    Mi piace

  4. Un tempo avevo una certa inbvidia per chi aveva l’orecchio assoluto. Erano i tempi dei dettati, dei corsi di armonia e di analisi. Poi effettivamente mi sono sempre chiesto come fosse l’ascolto di chi ce l’ha. E, a maggior ragione, di chi avesse fatto il concertista. Questo tuo post mi da delle risposte….

    Mi piace

  5. Slining doors.

    Che poi ho pensato che se ti si chiude addosso la porta di una metropolitana, non ti schiaccia, se ti si chiude addosso il coperchio del pianoforte son cazzi invece

    Mi piace

  6. Io suonavo chitarra classica e ho fatto l’esame al conservatorio, ma poi ho smesso e ora leggo le note, ma solo se mi impegno! Quanto all’orecchio assoluto…io non ne ho per nulla! Bello averlo! Un abbraccio musicato!

    Mi piace

  7. che bello saper suonare uno strumento…mi sarebbe piaciuto il pianoforte ma non ho mai avuto orecchio per la musica..peccato!
    Ti invidio un pò…
    un sorriso per te 🙂

    Mi piace

    • Io penso che non esistano persone prive di orecchio o completamente stonate, tutto si impara e l’orecchio si educa. Secondo me se ti piace sei sempre in tempo per prendere qualche lezione! Io pensa che ho iniziato a settembre a studiare la chitarra, che mi sembra difficilissima, un altro mondo… Invece adesso, dopo 4 mesi in cui a momenti stavo per scoraggiarmi, inizio a capire e ad avere qualche soddisfazione 😄. Poi tutto dipende da chi ti insegna, io ho un maestro bravissimo e molto paziente!

      Mi piace

  8. Mi accodo a Personale Femminile ma lo sai. Io invidio tanto chi sa suonare e ancora di più chi sa cantare. Forse sono ancora in tempo, visto le mie scelte sempre fuoritempo posso aggiungerci anche questa … che dici? 🙂 Se fossimo vicine ti vorrei come maestra e anche dei regazzi, te l’ho sempre detto anche questo, perchè tu sei a mio parere brava ad insegnare.

    Mi piace

  9. Che magnifico post! Leggo tra le righe una velata nostalgia ma nessun rimpianto e questo è molto bello: significa che sei soddisfatta della piega che ha preso la tua vita, o meglio – mi correggo – delle scelte che hai fatto dopo.
    Purtroppo non so suonare nulla, e questo per colpa della superficialità che abbiamo a volte da ragazzine. Avevo e ho tuttora un grande senso del ritmo, ballare ad esempio per me è spontaneo, a scuola imparavo le prime cosette che fanno suonare alle medie con un’estrema facilità e la mia prof aveva detto ai miei che era un peccato non continuassi con il pianoforte. Ma sai com’è, insiste questo, insiste quello, insistono tutti e l’adolescente un po’ ribelle ha avuto il sopravvento. Non volevo seguire le scelte di altri, avrei “ceduto” solo per la batteria, strumento che mi piaceva moltissimo oltre al sax, Ma chissà perché ai tempi musica equivaleva a pianoforte! E fare entrare in casa una batteria non è come dirlo!! 😉
    Con tutta probabilità non avevo la giusta dose di passione perché una volta nel giro avrei potuto suonare altro. È andata così … E pensa che ascolto musica praticamente sempre, pop/rock in prevalenza ma adoro il jazz.
    Il fratello di mio marito è musicista, pianista, organista, direttore di coro, specialista in canto gregoriano (è considerato uno dei massimi studiosi in Italia e non solo), docente al Conservatorio, quindi in casa nostra si respira aria di musica anche di un certo tipo, un po’ di nicchia.
    Ho solo il rammarico di non avere nemmeno imparato almeno a strimpellare la chitarra, forse perché c’è sempre stato qualcuno accanto a me da mio fratello. amici ecc. ecc. che la suonavano e in gruppo andava bene così. Po sai, la vita mi ha impegnato in mille altre cose.
    E tu continua a suonare, mi raccomando, anche solo per te stessa!
    Un abbraccio 🙂
    Primula

    Mi piace

    • Grazie di cuore primula per questa tua lunga e bella risposta! Ti capisco per quanto riguarda l’adolescente ribelle: io ho iniziato il piano a 9 anni e mia mamma mi è stata subito ‘addosso’ facendomi suonare ogni giorno prima dieci minuti, poi 15, poi mezz’ora, e ogni tot mesi aumentava. Tipo in prima media dovevo suonare un’ora, in seconda due è così via. Tutti i giorni della mia vita. E se non facevo i compiti di scuola E non avevo suonato, non esisteva uscire con gli amici, giocare, fare altro. Confesso che ho sentito tutto questo come una costrizione opprimente e ho odiato spesso mia mamma (litigate furibonde ad esempio perché interrompevo dieci minuti per fare merenda e lei me li faceva recuperare alla fine!!) almeno fino alla prima liceo, anno in cui sono entrata al conservatorio e mi è scattata la voglia di suonare, di primeggiare, di essere brava e suonare sempre meglio. Non so dirti però se tutta questa fatica, questi anni con mia mamma col fiato sul collo, tutto lo stress del conservatorio unito al liceo, abbiano poi influito sulla scelta, molti anni dopo, di chiudere con questo mondo senza appello, per anni e anni. Sto riprendendo adesso per mio piacere ma faccio molta fatica e soprattutto non riesco ad avere una costanza nello studio. Il mio bambino studia batteria, sai? Ma anche secondo il maestro è presto per prendere la batteria in casa, ha detto di aspettare un paio d’anni per vedere se gli piace davvero e va avanti. Meglio così!

      Mi piace

  10. Questa foto mi piace moltissimo!
    e tuo figlio non suona?

    Mi piace

    • Mio figlio ha iniziato quest’anno la batteria, e penso comunque di insegnargli anche il pianoforte, magari fra un anno, perché batteria è divertente, impari bene il ritmo, ma non a leggere la musica, ed è un gran limite. Quando mi sente che insegnare a lui piace molto, quindi con calma gli proporrò delle lezioni e vediamo che mi risponde 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...