Cara preside… vaffanculo.

Troppo presa da tonsilliti, sabati sera sabotati e piedi rotti, mi sono dimenticata di aggiornarvi sulla questione bullismo, bambini molesti, genitori, maestre e preside.

Da quel giorno di dicembre in cui avevo parlato con quest’ultima, ho, anzi, abbiamo, io e il mio ex marito, monitorato costantemente la situazione, cercando di capire con domande più o meno velate quale fosse la situazione a scuola, e sembrava tutto essere rientrato.

Il bambino aveva smesso di mangiarsi le unghie, aveva ritrovato il sorriso, non si lamentava di niente.

Negli ultimi due giorni prima delle vacanze di Natale, invece, ha raccontato sia a me che al padre che i due soggetti dell’altra classe avevano un po’ ricominciato a dargli fastidio. Non grandi cose eh, ma battutine e prese in giro, a cui lui non aveva però risposto per essere superiore e non dar loro soddisfazione (come da mio consiglio), e che non gli avevano dato più di tanto fastidio, ma un po’ sì.

Decido di non fare niente e di aspettare gennaio, quando con calma avrei cercato di riparlare con la dirigente o per lo meno con le maestre. Avevo parlato con una mamma che conosce anche i genitori dei due bulletti e lei mi aveva assicurato che nessuno era stato chiamato dalla preside.

Per chi non conoscesse la storia, mio figlio aveva subito atti di bullismo anche abbastanza pesanti dall’anno scorso (prima elementare) a tutto questo autunno, e solo per caso la questione era venuta fuori come un fiume in piena che improvvisamente esonda un giorno che avevo a casa sia lui che una sua compagna, testimone di tante angherie.

Le maestre con me avevano minimizzato e negato che queste cose avvenissero, avevano in pratica accusato il mio bambino di essere poco socievole e selettivo, come se fosse colpa sua in poche parole. Ero quindi andata a parlare con la preside, la quale si era indignata, arrabbiata con le maestre che non li avevano guardati abbastanza, mi aveva rassicurata e fatto promesse di tutti i tipi: dal mandare una tirocinante a vigilare sulle classi (che non ha fatto), alla sua volontà di chiamare uno ad uno i genitori dei bulli per metterli al corrente della situazione (idem). Ero uscita dal colloquio sollevata e leggera, dopo giorni e giorni di grande amarezza e sconforto.

Ebbene, dopo solo una ventina di giorni, i bulli avevano ricominciato, in modo diverso, è chiaro, perché più controllati e tenuti lontani da mio figlio (come se la soluzione fosse questa, e sarà la millesima volta che lo dico, anche alle insegnanti). Qualche parola buttata là a presa in giro, qualche frase di troppo, qualche pallina di alluminio lanciata contro di lui.

Nulla di che, ma mi pare chiaro che anche una parola sola, dopo quello che era successo per un anno e passa, fosse troppo.

Tornati dalle vacanze natalizie la maestra ha mandato una mail a tutti i genitori parlando della bellissima gita che lei e la maestra dei bulletti stavano organizzando per fine anno, ci chiedeva cosa ne pensassimo, e io ne ho approfittato per scriverle che se questa situazione non fosse cessata noi non avremmo mandato Pietro in gita. E argomentavo e raccontavo, gentilmente, gli ultimi fatti.

Cosa potevo aspettarmi da lei, dopo come si era comportata al precedente colloquio? Nulla. Ma io sono un’anima buona e di base ho sempre fiducia nel prossimo, ho voluto pensare che potesse essere utile che lei sapesse.

Invece, come da copione, mi ha risposto che loro li controllano tantissimo e li seguono anche in bagno, che potevo chiedere anche a Pietro, e che ultimamente non giocavano neanche insieme, che quando fosse tornato a scuola il  bambino avrebbe chiesto anche a lui perché loro non avevano notato assolutamente niente.

E a quel punto si è scoperchiato il mio, però, di vaso di Pandora, e ho tirato fuori tutto. In modo gentile le ho risposto quello che ho appena scritto qua, che pensavo e avevo avuto conferma che quei genitori non erano stati chiamati dalla preside, e che vari genitori erano venuti a me a lamentarsi di quei bambini, genitori di classe nostra e dell’altra, mi chiedevo se i bambini bulletti e relativi genitori avessero afferrato il concetto di gravità dei loro comportamenti, se qualcuno ci avesse parlato ma seriamente, perché alla fine gli unici ad essere messi sotto accusa eravamo io e il papà di Pietro, che era stato addirittura incolpato per essere un bambino selettivo e che giocava molto da solo. Aggiungevo poi che ero molto amareggiata dal fatto che avessero negato che si trattasse di atti di bullismo, e che mi sarei ricordata del nostro colloquio quando questi bimbi sarebbero stati alle medie.

Concludevo dicendo che se la scuola non si fosse fatta carico del bambino, allora ci avremmo pensato noi a rinforzarlo e a stargli vicini, ma la gita a questo punto era esclusa.

Silenzio.

La maestra non risponde. Si limita a mandarmi i compiti per Pietro malato.

E cosa fa? Inoltra la mia mail alla preside, che prontamente mi fa chiamare.
Io e il mio ex, compatti come non mai, siamo andati oggi alle due da lei, e abbiamo trovato un’altra persona rispetto a quella accogliente, propositiva e dispiaciuta per mio figlio che avevo incontrato a dicembre.

Non ci fa aprire bocca e inizia con un’autocelebrazione di se stessa, come preside, come insegnante, come dirigente di azienda, ci mostra foglietti scritti a mano dalle maestre, appunti che loro hanno preso in questi due mesi scrivendo cosa fanno i loro allievi, e ci dice che non è venuto fuori nulla. Aggiunge che Pietro è un bambino che vuole sempre essere al centro dell’attenzione, e lei lo sa perché ogni volta che la incontra o che lei va in classe la va ad abbracciare (non ho parole), che oltretutto è figlio di genitori separati, e domanda: siete sicuri che non esageri? Che non si sia inventato tutto?

Giuro, non ci ho visto più. Sono sbottata. La Regina delle Nevi che è in me se ne è andata a fanculo e anche se il mio tono di voce non era più alto di quando sono arrivata, le ho avvicinato i fogli dell’ospedale che lei doveva fotocopiare, e le ho detto: Questi sono i fogli dell’ospedale, faccia una copia e noi andiamo via. La scuola intende negare quello che è successo, anche davanti a testimoni, riducendo tutto a un bambino con disagio che si inventa soprusi per essere al centro dell’attenzione? Bene, ce ne occuperemo noi, lo porteremo da una psicologa, da una neuropsichiatra, lavoreremo per rinforzarlo, però basta, io sono stanca, di questa storia non ne posso più. Che lei adesso interpreti come egocentrismo addirittura un gesto affettuoso come quello di abbracciarla perché il bambino ha semplicemente simpatia per lei ed è affettuoso con chi gli è simpatico, è davvero troppo. Io non ho più niente da dire. Sono solo stanca.

Il mio ex, seppur colpito, è stato per una volta più bravo di me e ha cercato di calmare le acque dicendo alla preside che Pietro ha tanti difetti (e di nuovo a giustificarci NOI), ma non è bugiardo, e che quei fatti erano avvenuti di fronte a testimoni, non si potevano negare.

Ho riaperto bocca solo per parlare di pregiudizio, e ce ne siamo andati con saluti, sorrisi e strette di mano.

Ma io sto esplodendo. Sono arrabbiata, sono triste, sono stanca, stanchissima di tutta questa storia.

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42 pensieri su “Cara preside… vaffanculo.

  1. Anni fa (ormai la mia è grande) ho avuto a che fare con l’arroganza di certi mancanti insegnanti, che siccome non sanno insegnare gli fan fare i presidi. Il problema e che non sanno neppure far i presidi.

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  2. Che tu abbia ragione non ti serve che lo dica. Consiglio pratico: minaccia una denuncia. Ai carabinieri. Ma non ai bulli. Alla preside ed alle maestre. per omesso controllo. E minaccia di scrivere ai giornali. Non fanno niente, ma son terrorizzati dalla loro buona reputazione. E, con nonchalance, butta lì. Se naturalmente il bambino dovesse provare qualsiasi tipo di disagio nell’attuale situazione scolastica, cambieremo scuola. Facendo comunque partire denuncia e lettere agli organi di stampa. Così eviti anche ritorsioni becere sulla creatura da parte della preside o delle maestre.

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  3. Ben fatto, ma quella è una demente.
    Comunque si può fare denuncia per queste cose – inutile completamente – segnalando anche la poca professionalità dei docenti, in modo che almeno si sentano umiliati e non vi vogliano far passare da chiocce se non vi va di mandare il bimbo in gita.

    Cosa che – opinione non richiesta – io farei.
    Penso sia giusto far presente che quei due hanno rotto il cazzo, ma anche che lui si misuri con la situazione, perché a scuola voi non ci siete.

    Quando facevo i campi solari della parrocchia come animatrice, la mamma di un bullo non voleva che lui stesse in bus con un bambino la quale famiglia aveva sporto denuncia.
    Io l’ho pelata viva (ero minorenne, bei tempi quando potevi parlare senza che la responsabilità fosse tua) e le ho detto che era stata abbastanza dannosa crescendo un figlio col delirio di onnipotenza per lasciarle dare consigli su come trattare in sua assenza.

    E anche il cinno oggetto di bullismo si è gestito, un po’ timoroso poi più tranquillo

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    • Ma infatti, mezza, non lo manderei in gita solo per rompere, a mo’ di provocazione, per fare un gesto forte di protesta (che lo so, non serve a nulla, ma già che le mamme sappiano il motivo per cui un bambino non va in gita, e la voce vada in giro, è forse qualcosa), perché so che questa cosa disturberà e romperà l’atmosfera idilliaca che loro vogliono far credere ci sia. Il bambino è perfettamente in grado di andare in gita, e non penso che quei due sarebbero in grado di fare grandi cose in quel contesto, voglio solo rompere i coglioni io, visto che non sono stata ascoltata, ma, anzi, mi è toccato giustificare continuamente perché mio figlio è così e cosà. Non credo che farò più nulla, nessuna denuncia, giornali, cambio di scuola, Pietro ci va volentieri e in classe sua sta bene, sarebbe solo un trauma per lui cambiare. Credo. (Oh, ti ho scritto mail!!)

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  4. Mi ricordo del post che avevi scritto sul colloquio con la preside che ti aveva un po’ rassicurato, leggendo adesso quello che hai scritto sono senza parole, ma come e’ possibile non capire la gravita’ di questi atteggiamenti di quei bambini che se non vengono corretti adesso possono peggiorare! Il tuo bambino e’ molto sensibile e dolce ma non vuole certo attirare l’attenzione su di lui, ma e’ fuori di testa quella donna! Io vorrei darti un consiglio, fai cambiare scuola al tuo bambino, penso sia la migliore soluzione, per lui che conoscera’ altri bambini e per voi che sono sicura troverete un clima diverso, credo che in quella scuola c’e’ molto menefreghismo, e se quell’atteggiamento parte dalla preside, stai sicura che non cambiera’ nulla finche’ c’e’ lei! Un abbraccio cara, buona serata, ❤

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    • Cara Laura, devo tenere in considerazione tante cose riguardo alle scelte che farò, prima di tutto il fatto che il bambino ama la sua classe e ci si trova bene. Vuole bene anche alla maestra, che didatticamente è brava e ha esperienza. Secondo me è una donna fredda e anche insensibile, ma i bambini vanno a scuola volentieri e imparano con facilità (o forse è il mio che è particolarmente brillante, non so). La preside ci ha congedati dicendo (parla in terza persona la cretina): “la preside è lenta ma le cose le fa, se voi le date tempo”. Ecco, aspetterò un po’ di tempo, tanto la classe dei bulli non è più di fronte alla nostra perchè un altro bambino che stava in una prima al piano di su si è rotto una gamba e quindi hanno spostato la sua classe al posto di quella dei bulletti, che ora è salita su e non si incontrano più neanche a ricreazione. Vedremo, grazie del tuo commento. :* ❤️

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  5. Mamma mia non ci sono parole. Anziché accudire i nostri figli difendono, mettendoci una pezza per pararsi il culo, i bulletti. Ma non difendono i bulli. Difendono loro stessi da qualsiasi attacco nei loro confronti perché io da madre mi pongo la domanda: ma tu maestra o preside che sia dove cacchio stavi mentre dei bulli si accaniscono su mio figlio? Forse eri impegnata con il tuo iphone? Guarda non ho parole. Mi stringo solo attorno a Pietro nella speranza che questa spiacevole esperienza lo renda piu forte nella vita.

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    • Carissima hai ragione, io sono sconvolta ma pare sia la realtà di tanti istituti scolastici, dove i peggiori sono i presidi. La nostra è una donna egocentrica, narcisa, furbetta come una volpe (ma non ha fatto i conti con me, che sono intelligente e svelta quanto e più di lei), voltagabbana da quattro soldi.
      Non ti preoccupare che adesso sto un po’ tranquilla (anche per i motivi che ho scritto quassù a laura), ma poi se sarà il caso tornerò alla carica. Grazie ancora! 🙂

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  6. Non vorrei allarmarti ancora di più, ma ti vorrei raccontare la mia esperienza. Quando andavo alle medie sono stata vittima di bullismo, sia fisico che soprattutto psicologico, gli insegnanti hanno minimizzato tutto definendo questi comportamenti “ragazzate”. I miei genitori non hanno capito quanto era grave la situazione, forse anche per colpa mia che non esprimevo il mio malessere. A scuola ero molto brava, ma mi è passata la voglia di andarci, poi quando ho cambiato ambiente alle superiori ho ritrovato la voglia. L’unica cosa che ne ha risentito è stata la mia autostima, ma c’è da dire che ho avuto un passato particolare.
    Un abbraccio al bimbo e ascoltatelo sempre.

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  7. Mi hanno preceduta tutti. Non ci sono parole.

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  8. Ciao, capisco davvero la tua preoccupazione. Con un atteggiamento del genere non si può essere sereni. Ora dirò una scemenza… Ma la dico ugualmente: non hai provato a parlare con i genitori dei ragazzini? Magari sono peggio dei figli, non ne ho idea. Ma non sarebbe male che sapessero esattamente cosa combinano i loro pargoli, visto che non so se verranno mai a saperlo da chi di dovere… Un abbraccio al piccolino

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    • Ciao chiara, ci avevo pensato ma rischio troppo di sbagliare: potrei trovare il genitore apparentemente disponibile che però poi va a lamentarsi di me dalla maestra o peggio dalla preside, meglio non avere contatti perché non li conosco così bene, troppo rischio. Anche perché se succedesse avrebbero dalla loro tutto il personale scolastico :/

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  9. Ciao carissima. Brutta situazione davvero. Ho letto i precedenti commenti e i relativi consigli, tutti condivisibili, però io agirei diversamente prima di passare a vie di fatto di un certo peso. Parlo da ex prof e non voglio affatto difendere la categoria, ben inteso. Anzi, conosco bene i miei polli!
    Insegnavo al Liceo, ma le dinamiche sono in fondo le stesse.
    Eviterei di parlare privatamente con mamme varie, capaci magari di dare ragione a te e successivamente andare dalla maestra di turno o dalla Preside facendo con loro la stessa cosa. Questo potrebbe infastidire gli insegnanti soprattutto visto che si tratta di persone boriose e con scarsissima sensibilità; mi allargo, poca intelligenza. E appunto per questo potreste passare addirittura dalla parte del torto, considerati i personaggi in questione ripeto.
    Se fossi in te ne discuterei davanti a tutto il corpo docente e ai rappresentanti dei genitori durante una riunione o consiglio di classe che dir si voglia. Penso si facciano anche alle elementari, vero? In caso contrario potreste richiederne voi la convocazione. È previsto ed evita pettegolezzi, mette insegnanti e Preside davanti alle loro responsabilità con un confronto.
    Guarda che ti parlo per esperienza, la chiarezza è sempre l’arma vincente,
    Fammi sapere.
    Un abbraccio.
    Primula

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    • Primula cara: concordo in tutto e per tutto con te, i tuoi sono stati i miei pensieri delle ultime ore.
      Mi solleva leggerti.
      Come ho scritto qualche commento più su per ora aspetto e guardo che succede. Il bambino va volentieri a scuola e ama la sua classe (lui vuole bene anche alla maestra, e pure alla preside!), la classe dei bulletti è stata spostata al piano di sopra per altri motivi e quindi per almeno un paio di mesi non dovrebbero neanche incontrarsi. Io sono esausta e oggi mi sono ammalata! Sarà un caso ma fra febbre del bambino, rottura di metatarso, week end movimentati, preside… Ecco, sono disfatta! Un bacio e graZie!

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  10. Sigh. Un po’ lo temevo (la pessima preside che abbiamo noi). Ma che schifo. E scrivere ad un tipo provveditore??

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    • Ciao spersa, mi sa che le presidi sono un po’ tutte così. Al momento non faccio niente, riprendo le forze, ché mi sono pure ammalata, e poi vedremo. Tanto la classe dei bulletti al momento è stata spostata di un piano perché al piano di sopra un altro bambino si è rotto una gamba e quindi hanno spostato la classe dell’altro infortunato al piano terra, di fronte al mio. Per un paio di mesi non si incontreranno neanche. E io mi riprendo un po’. Sono esausta. Un bacino e grazie!

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  11. ciao arrivo qui dal blog di Spersa (mio primo e giornalmente confermato amore nel mondo dei blog) e ti scrivo perché conosco la situazione per esperienza personale, purtroppo. Il mio è alle medie quindi gli atti di bullismo sono anche più “consapevoli”, passami il termine. Per ora la situazione sembra essere sotto controllo, comunque io ho fatto come ti ha suggerito Primula, o meglio, inizialmente ho mandato una mail al coordinatore con un elenco degli episodi accaduti (di alcuni avevo la segnalazione fatta direttamente dai prof sul diario) e alla prima riunione ho alzato la mano e, con molta tranquillità, ho raccontato per filo e per segno le cose di cui ero a conoscenza chiedendo sia un intervento deciso dal corpo docenti, sia una presa di posizione chiara da parte dei genitori. Naturalmente a tutti gli incontri che ci sono stati fino ad oggi i genitori degli stronzi, guarda caso, non hanno mai partecipato. Quando era alle elementari mi dicevano sempre che era così “sensibile” con un’accezione negativa che mi ha sempre mandato in bestia. All’ultimo colloquio della quarta ho chiesto alle maestre “ma ora che stanno crescendo e cominciano a venir fuori pesantemente i caratteri, preferite la sua sensibilità o il malcelato menefreghismo di quelli meno sensibili?”. Sulla gita credo che la tua sia la decisione migliore a meno che le cose non cambino drasticamente. Un saluto, Vale

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    • La tua esperienza è simile alla mia, e ti ringrazio di avermene fatta partecipe. Ogni storia simile è preziosa per me. Come scrivevo qualche commento più su, per ora mi fermo, ma solo perché davvero ho già abbastanza fatto casino per ora. La preside (che parla in terza persona) quando ci ha salutati ha detto: “La preside è lenta (alludendo e polemizzando con me che mi ero lamentata), ma le cose le fa. Se le date tempo le fa”. Quindi adesso aspetto un po’, anche se sono consapevolissima che non farà niente. Tanto se si sono tutti schierati sulla posizione che i fatti non sono esistiti, cosa vogliamo che cambi? Io rimango vigile, sempre. Purtroppo e per fortuna la classe dei bulli (che non è quella di mio figlio, ma quella di fronte, sono due seconde che lavorano insieme perché numericamente molto piccole) è stata spostata al piano di sopra per un paio di mesi, quindi non penso proprio che succederà altro in questo lasso di tempo. Comunque spero di avere qualcosa per cui tenervi aggiornati presto. 🙂
      Grazie ancora. ❤

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  12. Ti sono vicina. In seconda liceo ho cercato di suicidarmi per il bullismo cui ero sottoposta e che era minimizzato da insegnanti e presidi.
    Anche dopo il fattaccio sono stati capaci solo di dire che era colpa di mia mamma,che mi proteggeva troppo,che i miei compagni erano buoni e facevano solo ragazzate ed ero io che ero permalosa.
    Certo,son ragazzate tagliarmi i capelli a ciocche,picchiarmi in bagno,rubarmi i quaderni dallo zaino per copiare i compiti e poi nasconderli o buttarli dalla finestra in modo che risultassi senza materiale a lezione

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    • Carissima, è terribile quello che ti è capitato e mi orripila la reazione degli insegnanti. E’ similissima a quella dei nostri, ma dalla tua c’erano prove evidenti di soprusi! Come hanno fatto a negare??
      Spero che tu ti sia sentita forte almeno dell’amore della tua famiglia, di tua mamma, e che questo brutto periodo sia passato senza lasciare troppe cicatrici. Ti abbraccio forte e ti ringrazio per avermi scritto. ❤

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      • Indubbiamente mi ha fatto uscire più forte. Non potevo cambiare sezione perché la mia era l’unica con francese,né scuola perché gli altri licei scientifici della città erano diplomifici privati e l’unico pubblico era lontanissimo da casa.
        Non mollate e fate valere i vostri diritti,coinvolgendo magari il provveditorato.
        Lo sai che potete fare formale denuncia contro i bulli?il bullismo è un reato penale,e la minore età del colpevole non è considerata attenuante e ne rispondono sia genitori che responsabili del luogo in cui si verifica (dirigente e insegnanti a scuola,prete e collaboratori negli oratori e così via)

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      • Io senza arrivare alle denunce, visto che si tratta di bambini di seconda elementare, avevo chiesto semplicemente di incotrarsi noi, i genitori dei bulli e gli insegnanti. Per parlarne insieme e trovare una ‘soluzione’ comune. Non chiedevo punizioni, sospensioni, messa alla gogna, pene corporali… Solo vedersi e che qualcuno mettesse al corrente quei genitori del problema. Ma di quale problema stiamo parlando se dall’ultimo colloquio è venuto fuori che mio figlio si è inventato tutto per attirare l’attenzione? Sono ancora abbastanza scossa, ma stai sicura che non finisce qui. Ancora grazie.

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  13. non mollare !!! denuncia sempre.

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  14. Non ho parole. Sono schifatissima. Schifatissima 😦

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  15. ma sta gente prima di partire con pregiudizi dovrebbero rivedere i loro comportamenti e farsi un’esame di coscienza
    A sentire loro non sbagliano mai e con la loro arroganza danno la colpa al bambino o ai genitori
    Ma che andassero a f……o!
    Il bullismo è una realtà evidente inutile voler coprire o fare un giro di parole…
    Ti abbraccio

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