Di piedini rotti e di famiglie molto allargate

Dopo un frizzante venerdì sera trascorso fino a notte al pronto soccorso di uno degli ospedali della mia città, e una raccomandazione da parte del medico di guardia, “da padre, non da dottore”, di andare il giorno dopo all’ospedale pediatrico nel caso che il bambino ancora non poggiasse il piede infortunato, sabato abbiamo avuto la sua festa di compleanno nella palestra di arrampicata sportiva.

Una palestra grandissima, con tutti i muri attrezzati per arrampicarsi, e due istruttori a nostra disposizione, che hanno fatto salire i bambini a turno, mentre gli altri saltavano, correvano e giocavano sui tappetoni blu. Il festeggiato è stato seduto, ha un po’ giocato strisciando e ridendo, una volta è caduto perché pretendeva di correre con le stampelle per andare a salutare un amico.

C’eravamo tutti: io, il mio uomo, le sue bimbe (che alcuni amici di Pietro definiscono “le sue sorelle”), il mio ex e la sua bravissima fidanzata, mia sorella con i miei nipoti e tanti tanti amici. Tutti in grande armonia e spensieratezza.
C’erano anche i soliti genitori di classe pettegoli, gli ipocriti integralisti cattolici incuriositi dalla nostra famiglia e, a loro avviso, bizzarra separazione, stupiti e meravigliati (diciamo pure increduli) dalla mia organizzazione curata nei particolari, soprattutto da quello gastronomico (ma hai fatto tutto tu davvero? devi darmi la ricetta di questi meravigliosi biscotti, e della torta, e della PANNA), perché una mamma separata è per definizione sola, triste, senza aiuti, senza supporto morale, come fa ad organizzare una festa così bella? Come fa inoltre ad essere così carina, ad avere capelli sempre perfetti, un fidanzato così bello e bravo, un marito così gentile e una fidanzata di marito così simpatica, che con lei chiacchiera e che adora, ricambiata, suo figlio? 
Come fa questa mamma a non essere gelosa della fidanzata del suo ex marito? Com’è possibile?

Io, vi confesso, ho goduto molto nel chiacchierare amabilmente con queste mamme vipere sorridenti, perché so quanto rosichino e quanta invidia zampilli da quelle linguette biforcute e avevo troppo piacere nel sentirle rivolgersi a me fra l’ammirato e la livida malevolenza.

A fine festa, di comune accordo, io e i tre componenti acquisiti della famiglia componibile siamo rimasti a pulire e a portare via regali e il poco che è avanzato, mentre ex, fidanzata e Pietro sono andati all’ospedale pediatrico con le lastre e il referto dell’altra struttura perché ancora il piede non si poggiava, ma, anzi, dopo la caduta con le stampelle, faceva più male.

Ci siamo ritrovati tutti verso l’ora di cena in un’attesa infinita fra i codici verdi dell’ospedale dei bambini. (“Chiara! Questo ospedale sembra più un parco giochi che un ospedale! Speriamo che Pietro debba restare anche a dormire, così vediamo le camere, la ludoteca e domani i clown!”)
E, seppur con la stanchezza e la preoccupazione di passare un’altra nottata al pronto soccorso, è stato bello.
I tre bambini che disegnavano, giocavano, e addirittura si sono messi a fare le corse con la sedia a rotelle e le stampelle, le bambine che chiedevano a Pietro se potevano fare un giro anche loro, e giù a spingersi, a correre, a fare il vigile che ferma il traffico con una stampella. Noi quattro adulti abbiamo chiacchierato un po’ di tutto, ci siamo confrontati, raccontati aneddoti di vita, abbiamo anche riso.
La fidanzata del mio ex ha raccontato alle bambine del loro gatto che era stato preso per sbaglio da una coppia di vecchini che avevano perso il loro, le ha fatte ridere e giocare.

Tutto era naturale, spontaneo, come dovrebbe essere, se tutti avessero una coscienza, e, soprattutto, volessero il bene di questi bambini.

Il tempo passava, era oltre l’ora di cena, le bimbe avevano fame, il mio invece aveva sonno. Abbiamo deciso di andare a casa e Pietro è rimasto là col padre, io mi sono raccomandata con la sua compagna di farlo sdraiare un po’ e riposare e li ho salutati che lui aveva poggiato la sua testolina sulle sue gambe, lei che lo carezzava.

Come è finita questa storia? Che i medici hanno effettivamente riscontrato una microfrattura del metatarso, e hanno deciso di ingessargli il piede fin sotto il ginocchio: 25 giorni di gesso e un mesetto di riabilitazione.

Il bambino è voluto tornare da noi anche se era di nuovo quasi l’una, perché voleva dormire con le bambine, tutti accampati con i tre materassi in terra, tipo campeggio.
Le bimbe avrebbero voluto aspettarlo sveglie perché tutte eccitate dal gesso, avevano anche deciso cosa scriverci sopra (frasi molto affettuose e tanti cuoricini), ma non hanno per fortuna resistito.
La mattina seguente la mamma delle bambine (sì! proprio lei!) ha mandato sul telefono della grande un video dei minions a Pietro per augurargli buon compleanno, lui le ha risposto con un messaggio vocale, e lei gliene ha rimandato un altro con un bacione e un “riguardati con il piede, tesoro”.

Gli ultimi due giorni li ho passati in casa tenendo un bambino immobile e con la gamba sollevata per far seccare il gesso, e grazie a Dio domani tornerà a scuola, ché fra tonsillite e infortunio ha già perso dieci giorni.

Questo lungo e faticoso week-end mi ha fatto tanto riflettere: ho per la prima volta percepito nettamente che siamo tanti, siamo uniti, e siamo una forza quando siamo tutti insieme e in modo così compatto e armonioso.
So che ci saranno altri scleri, altre invidie da parte della mamma delle bambine, qualche piccolo scazzo col mio ex, perché è naturale che questo accada, d’altronde se ci siamo separati più di un motivo ci sarà stato, ma in questa occasione ho visto davvero l’impegno di tutti e ho visto tre bambini veramente felici, allegri, rilassati. Le bimbe finalmente spontanee anche con la madre, a cui mandavano foto nostre e del bambino ingessato che faceva le corna, lei che rispondeva che erano bellissimi tutti e tre.

A chi si chiedesse: quindi è possibile?

Rispondo che sì, lo è. Non è facile, per niente, ma lo è, e nel nostro caso questa brutta avventura ce lo ha dimostrato.

piedi

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47 pensieri su “Di piedini rotti e di famiglie molto allargate

  1. Pare brutto sorridere di fronte al racconto di una disavventura, ma è esattamente quello che ho fatto.

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    • Non pare brutto, anzi, mi fa felice! Ti ho pensata ieri al pronto soccorso quando la fidanzata di ex raccontava del gatto: le è capitata una storia simile al vostro Semolino. Quando ha capito chi aveva preso il gatto li ha chiamati e si è anche messa a piangere al telefono per riaverlo!

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  2. Lo diceva il volontario che è una cosa abbastanza comune, purtroppo: che tristezza (dico del gatto…). A me della fidanzata del tuo ex hanno colpito i 5000 metri al giorno: io ne faccio 2000 al giorno, e mi sembra un numero discreto, ma 5000, cioè 100 vasche da 50 m, non riuscirei proprio tutti i giorni…

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  3. Ssssht, ho capito che non è facile ma non dirlo ancora perché questo quadretto è davvero troppo piacevole per ammettergli difetti, lo hai descritto così bene 🙂
    Bellissimo post

    Bravi tutti!

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  4. A me non capiterà mai, perché con il mio ex e con la sua tr… ehm, compagna, non voglio averci nulla a che fare. Ci sono scottature che lasciano cicatrici troppo profonde, e non mi è possibile passare oltre e far finta di nulla, anche a distanza di tanti anni. Mantengo un rapporto civile, anzi un ottimo rapporto con il mio ex, ma di ritrovarci entrambi in un pronto soccorso no grazie, basta uno dei due (io, nel caso ;D). Ho già l’ansia per la prima comunione di maggio, che ancora non so come faremo ad organizzare…
    Ma sì, a parte il mio caso, penso possano esistere altre situazioni in cui ciò può avvenire, come nel vostro caso! 😀

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    • Guarda, noi per la prima comunione della figlia di Marco eravamo là e abbiamo fatto così: pranzo io lui mio figlio e le bimbe e cena le bimbe sono tornate dalla mamma e hanno fatto una festa là (dal pomeriggio). Credo che con lei sarà sempre così. Passi il messaggino di auguri al bimbo, ma non penso si andrà oltre.

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  5. Che belli quei piedini, povero cucciolo, sai che i bambini sopportano molto di piu’ di noi adulti, infatti il tuo bambino gioca lo stesso anche con il gesso, 🙂 baci cara, che bella la tua famiglia allargata, un abbraccio e buona serata, ❤

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  6. Povero.. Alla fine gli tocca il gesso. Passerà in fretta e troverà il modo di farlo diventare un gioco ed un punto a suo vantaggio. Bello leggere che queste armonie sono possibili. Ti ammiro tanto per questo.

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    • Ciao Chiara, e grazie! ❤️ ci si prova sempre, e a volte funziona meglio di altre 😉 il bambino è di buon umore e starebbe proprio bene ancora a casa, ma domani finalmente torna a scuola!! Sono reclusa da dieci giorni fra tonsillite e piede. Adesso basta. 🙂

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  7. Che bella testimonianza. Dovrebbero essere piene le pagine dei giornali di storie così. Avremmo un mondo migliore. Bravissimi !!!

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  8. Mm. Ma eri nel mio ospedale ped?

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  9. Comunque il commento vero è che lo so che è possibile, e sta all’intelligenza delle persone. E voi siete molto bravi. Ma è così che deve essere, il bene dei bambini è la priorità.

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  10. Si è perso un commento: ma eri nel mio ospedale?

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  11. Ciao un mega bacio al piedino ingessato. Sperando che guarisca al piu presto. Ciao

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  12. Niente, quando vengo a leggere qui penso di stare sulle pagine di un romanzo.. Ed invece è vita vera! Siete più unici che rari, poi certo come ammetti tu non è sempre tutto rose e fiori.. Ma già che riuscite a non litigare per tutto, dalla stupidata al problema serio come l’infortunio del caso, è un ottimo comportamento. Guarda, forse lo saprai anche tu, quante ma quante persone si fanno la lotta sulla pelle di innocenti bambini… Non farmi parlare, ché non voglio rovinare questo post, andrebbe preso ad esempio. Un bacio al piedino infortunato. E complimenti a voi!

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  13. Mi son goduta un mondo le facce delle mamme cattoliche e vipere (le due cose van di pari passo, le disegnano così, che ci vuoi fare). Immagino il loro patimento, dietro i sorrisi. Bella la tua famiglia componibile, davvero. Possibile perchè dietro ci sono una serie di adulti molto, molto intelligenti. Cosa non facile da trovare.

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  14. Che bella speranza che siete!!! BRA VI!!!!

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  15. certo che i fine settimana li trascorrete movimentati ehhh
    Non prestare troppa attenzione alle lingue biforcute..ma dedicati al tuo figlio che ha tanto bisogno di te
    Ora starà un pò col gesso..ma passa tutto poi correrà più forte che prima
    Ti abbraccio

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  16. Io vi conosco personalmente quasi tutti e so che siete arrivati qui dopo un percorso non tutto in pianura. Leggendoti faccio fatica a immaginarmi in una situazione simile, ma forse non è impossibile. Con il tempo. Molto. Credo che un aspetto importante di questa vicenda sia che quando tu ed ex vi siete lasciati non vi amavate più reciprocamente e che i vostri attuali compagni siano arrivati dopo. Senza nulla voler togliere alla intelligenza e buon senso di tutti, che per osmosi si comporta bene pure la mamma delle bimbe anche se sappiamo che non durerà …
    Per il resto la faccia delle madri livide me la immagino bene e sorrido 😊.
    Sul Piedino di Pietro: ma che cazzo di sfiga! Passano i giorni ma il mio pensiero non cambia 😄

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  17. Commovente questo post, veramente che belli che siete!

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