E IO TRA VOI. Dalla saturday night fever alla febbre del sabato sera.

(Post scritto da lui!)

Tra i moduli fondamentali della gestione delle dinamiche (non sempre facili) delle famiglie ricomposte c’è senz’altro il management dei tempi – coordinazione di orari di lavoro, weekend, gestione condivisa dei figli – e degli spazihome replacement, movers, storage, handling – traslochi, insomma (si capisce che sono appena stato a un seminario a Londra, sì?), con risistemazione di scatole e oggetti perduti o ritrovati, in case dall’aria sempre un po’ provvisoria.

Spesso anche i nostri piani nella gestione del tempo diventano provvisori e drammaticamente cangianti. Questo weekend post-UK-full-immersion-for-two era stato pensato per sistemare, finalmente, certi angoli zero funzionali della casa, comprare, montare, smontare, ricollocare armadi, scaffali e altre facilities, per completare vecchi traslochi ancora incompiuti. Il seguito della proposta sarebbe stato una congrua couple reward (rigorosamente DA SOLI) a base di romantiche e spensierate cene fuori, entertainment in cinema, due mostre e vario cultural walking, infarcito di tenere, calde coccole per lei, assatanato, feroce sesso selvaggio per lui (sì, può capitare quando non ci si vede tutti i giorni)(può capitare di chiamare la stessa cosa con nomi leggermente diversi). Quindi il piano è pronto, ma.

Ecco, il segreto sta nella flessibilità, nell’essere svegli, presenti a se stessi, pronti a tutto. A un last minute come a un overbooking, a un’allerta meteo come a una febbre. Una febbre di bambino.

Una febbre di bambino che comincia a farsi sentire con un dolce «Papà, io vorrei andare dalla mamma…», («Che carino! Vuole stare con me! Ma d’altronde è il weekend con suo padre…»), e poi si concretizza Dickensianamente alla porta come un fagotto tremante, 40° di febbre e cappello in mano. E il tuo piano B è rimettere in uno degli scatoloni tutto il tuo romanticismo (selvatico) e rimodularti nella funzione parents only, con termometro, abbassa lingua, antipiretici, borsa del ghiaccio e bagnoli di acqua tiepida e stracci.

Il pomeriggio di sabato e la sera sono passati ad ascoltare, commentare, rispondere a un povero bambino che delira tabelline del 10 e gioca giochi immaginari con soffici amici antropomorfi invisibili, tamburellando incessantemente con le sue piccole dita sul comodino.

Tra noi due ci siamo continuati a confrontare e a confortare, sorridendo di quella irrefrenabile fantasia delirante, sublimando io in furibonde inchiodature di mensole alle pareti e trapanature per scaffali, lei rimestando paioli, saltando padelle, infornando e sfornando, preparando succulente cene reggimentali saporitissime, calde e profumose.

Le ore successive passate a vegliare un instancabile affabulatore di otto anni, che semina cazzate di notte nel sonno, come gli ubriachi in stazione. Prendiamo atto che, anche se sembrano crescere grandi, anche se a volte rispondono acidi e spocchiosi, sono ancora e solo dei piccoli bambini con tante fragilità e bisognosi di amorevole assistenza H24, e che il loro handling e replacement avviene costantemente ogni giorno sotto i nostri occhi e sta a noi guardarcelo con affettuosa rassegnazione.

Dobbiamo ancora un poco lavorare (ora) per loro e portare amorevole pazienza: un giorno saranno autonomi e indipendenti.

In quanto a noi e alla nostra couple reward, restiamo pronti: ci può essere sempre un inaspettato, desiderato e risolutivo last minute.

fever

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51 pensieri su “E IO TRA VOI. Dalla saturday night fever alla febbre del sabato sera.

  1. ahah bellissimo racconto! un bacio al piccolo 🙂

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  2. Pure un po’ Murphyiano, oltre che Dickensiano: quando alla prole verrà la febbre, sarà sempre nel momento meno opportuno possibile.

    Dai, il prossimo last minute sarà persino più selvatico di quanto non sarebbe già dovuto essere quello mancato!

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  3. Ah ecco: alla prima lettura mi ero persa il dettaglio che avesse scritto lui (ero in coda all’ambulatorio, distratta), infatti mi ero persa nella descrizione dei sistemi di compensazione!

    Ciao altro quinto, bella descrizione :))

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  4. Che bel racconto, quasi mi innamoro del lui, posso? (non mi permetterei mai, giuro, ho un’etica). Dico solo che io sono sempre e costantemente dalla parte del sesso selvaggio.

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  5. Mi metteansia leggerti… ma non andrò via!

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  6. Secondo me al vostro recupero saranno scintille. Altro che febbre! 😉
    Un bacio al pupo e complimenti al “lui”, il seminario a Londra ha dato ottimi risultati.
    Vi abbraccio tutti. 🙂
    Primula

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  7. Un bacio al bimbo! Il fine settimana romantico rimandato di pochi giorni daiii

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    • AHAHAHAHAHAH! ehm… No.
      Certi situazioni, come la pianificazione di c.d. “fine-settimana-romantici” possono essere così labili da seguire una curvatura spazio-temporale per cui se ne slitta uno, il prossimo potrebbe realizzarsi anche in un mese diverso. 🙂 Si cerca di essere flessibili anche in questo e ritagliarsi degli “slot-Infrasettimanali”!
      Ciao e grazie!

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  8. Ma solo io – figlia di separati da quando avevo meno di 3 anni – quando stavo male con un genitore me ne stavo col mio genitore di pertinenza? No, per dire.

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  9. Sai cosa, ‘povna? Questo era un we strano perchè io ed ex avevamo fatto un cambio a causa di due compleanni (mio e del bambino) che necessitavano di un cambio turno proprio per riunire, il prossimo, tutta la famiglia componibile (i tre componenti del sud verranno a nord venerdì). Per cui il bimbo sarebbe stato col padre lo scorso venerdì, sabato e domenica fino a pranzo, noi due avremmo festeggiato il mio compleanno e montato mobili, e poi avrei ripreso il figlio. In realtà quando ha iniziato a salire la febbre, che poi è stata a 40 quasi fissa per due giorni (un incubo), il padre si è impanicato e mi ha chiesto se avessi potuto prenderlo il sabato sera. Che poi è diventato sabato pomeriggio. E meno male perchè la domenica sarebbe stato meno trasportabile con quel febbrone e il delirio. Un po’ complicato, ma solo per spiegare che nel mio caso è stata una eccezione mista a casualità di week-end ‘misto’ 🙂 ciao, Chiara (rispondo io perchè egli credo giaccia già a letto)

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    • Figurati, ci mancherebbe, ognuno ha la sue dinamiche e se le struttura su misura. Dico solo che ai miei tempi (non c’era l’affido congiunto) non era pensabile – e sì che la separazione dei miei fu da lord inglesi. E, te la dico tutta: all’epoca non sempre mi fece piacere. Oggi, a quarant’anni, lo benedico.

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  10. Troppo bello il post, baci a te e tante coccole a tuo figlio, il tuo lui e’ troppo forte, 😉

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  11. Come dire? Febbre per tutti! 😜

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  12. Dici che saranno indipendenti? Parliamone tra qualche lustro… Le mie hanno 27 e 25… E non mi pare che siano così indipendenti… 😀

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    • Eheheh… Ci auspichiamo che diventino indipendenti quanto prima, ma escludiamo che ne “sbarazzeremo” presto e (speriamo) mai del tutto ^_^
      Se poi a 27 e 25 anni sono ancora tra i piedi è comunque perché ci stanno bene, no? Se sei sul lungomare di Napoli a prendere caffè e sfogliatella, col sole in faccia e l’odore del mare, che fai? Te ne vai? No! 😀

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  13. i almost forgot to mention this… Your English rocks, mate! 😉

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  14. (Oh, you’re so kind, buddy. Thank you) 😀

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  15. Ma un profilo per lui? (Che poi non son mica fatti miei, ma in quanto fanz, chiedo)

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  16. Fantastico!

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  17. Te l’avevo spiegato come fare il profilo per lui!!! Detto ciò, come tu ben sai a me toccò sorte inversa e saltarono decine di we perchè la mamma non si prendeva la responsabilità del pupo malato e noi comunque eravamo in 2 … mah, mai capita. Di fatto ora ho il vantaggio che il padre è molto avvezzo a gestire quasiasi tipo di calamità e quindi se si ammalano con lui, con lui stanno. E io sto pure serena. Dai che è passata … tosta però! Un abbraccio a Lui che di febbri ne sa 😉

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  18. Da quel che leggo tu non hai tempo per annoiarti….anzi meglio dire Voi!!
    Buon fine settimana ☺

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  19. Bellissimo e spassosissimo post!

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