Fino alla prossima volta

La vita di una famiglia allargata che abita a mille chilometri di distanza è spesso faticosa, ci sono l’assenza e la mancanza da imparare a gestire, ci sono biglietti aerei, tanti, da prenotare sempre con grande anticipo, incastrando il lavoro, la scuola, gli impegni di tutti, c’è la fatica fisica dei dieci chili di valigia portati su e giù dal quarto piano senza ascensore quasi tutte le settimane, gli autobus, le code in aeroporto, le attese.

C’è la scientifica programmazione della riunificazione di tutti i componenti della famiglia in momenti importanti come i compleanni, le feste, le ricorrenze, e meno male che abbiamo due ex coniugi che in questo ci aiutano e almeno su questo non rompono le palle. (Le rompono poco in generale, soprattutto il mio, a onor del vero)

Ci sono giorni, come ieri, in cui si parte addirittura il giorno prima, perché il volo è alle 6 di mattina, si trascorre la notte in un B&B a due passi dall’aeroporto, e si mangia in camera cibo portato da casa perché nei dintorni non c’è nulla, si conoscono persone gentili, come la ragazza romena che ti viene incontro a metà strada e ti accoglie con simpatia, o il signore che passerà la notte nella stanza accanto alla tua, in attesa della moglie prigioniera di un volo in ritardo, che viene da Napoli e ti offre metà della sua sfogliatella frolla (specifichiamo!) napoletana, che tu benedici perché non ti eri portata neanche un dolcino per concludere la tua serata rilassante nella bella camera che ti hanno riservato.

Ci sono le sveglie alle 5, come oggi, che ti interrompono bruscamente il sonno, e che ti fanno preparare in fretta, uscire che è buio e umido, e meno male non piove, e tu, imbacuccata nel tuo montgomery di montone, col cappuccio tirato su e le guance rosse dal freddo, cammini a passo svelto verso il terminal, dove ad attenderti troverai una coda lunghissima per i controlli di sicurezza, che percorri stanca ma serena perché stai davvero per partire, e saranno tre giorni solo di noi due, senza figli e senza orari, e allora va bene così.

E già mentre l’aereo decolla ti accorgi che non è più così buio, e un sole rosso fuoco sta illuminando il cielo con una striscia sempre più ampia dai colori saturi e brillanti in mezzo a una coltre di nuvole grigio scure, e tu ti senti felice, vuoi goderti ogni attimo di quest’alba meravigliosa che se non fosse stato per questa levataccia, per questo volo così presto, non avresti mai visto, soprattutto da quassù! E, mentre ascolti dal tuo iPod musica per pianoforte, vieni ripagata di ogni fatica, di un viaggio iniziato ieri pomeriggio, della pioggia, del freddo, resti incantata a guardare il cielo che muta sotto i tuoi occhi, che man mano che il sole sorge si chiudono piano piano, e pensi che alla fine la tua vita è bella così com’è, e che davvero non potresti chiedere di più. Inebriata e felice ti addormenti.
Al tuo risveglio ti sembrerà di atterrare nel mare, il sole accecante di questo sud che è diventato un po’ anche tuo, che ti ha accolto con amore e allegria, e che è anche la tua casa.

Pensieri necessari e salvifici, indispensabili per quando arriverà il viaggio di ritorno, che sarà molto diverso da quello di andata: meno faticoso e poetico, intriso di una malinconia che dovrà essere freddamente rimossa e sostituita da pensieri di ordine pratico, come l’elenco mentale delle cose da fare non appena arriverai a casa, bambino da prendere a scuola insieme a due amici maschi settenni (e con questo ho detto tutto), gatto con turbe psichiche da portare dal veterinario, servizi fotografici di neonati che son tutti venuti al mondo nel giro di pochi giorni, sperando che le vacanze arrivino presto e la maledetta assenza che ti attanaglia cuore e polmoni scompaia. Fino alla prossima volta.

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33 pensieri su “Fino alla prossima volta

  1. Pagherei per tutto. Forse escludo il 4° piano senza ascensore. Quella malinconia è una malinconia bellissima, la malinconia della certezza.

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  2. Una bella ballata da reggere

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  3. Ti abbraccio forte e mi sciolgo nelle tue belle parole 🙂

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  4. Esatto, pagherei. E la sfogliatella frolla, uh, la mia preferita.

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    • Anche la mia! Molto più della sfoglia. Il signore però l’ha scaldata un po’ troppo nel microonde del B&B e ho temuto conseguenze nefaste per la mia pancia durante la breve notte con la crema così calda, quindi ne ho assaggiato giusto un pezzettino 😉

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  5. Che entusiasmo! Io sto con un uomo che ha 3 figli adolescenti, certo le cose sono ben diverse perché conviviamo e queste maratone sugli aerei non ci sono, però quando siamo a casa tutti e 5 nel we è una bella baraonda. Ti leggo da un giorno ma già mi hai trasmesso un’energia pazzesca, buona vita!

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    • Tre adolescenti in casa! Allora ci batti!! Ti vengo dietro piano piano (noi siamo ancora a una semi preadolescenza della grande, che, tra parentesi, adoro), e capisco bene il bordello quando siete tutti insieme. Spero di leggere qualche racconto di voi 5, così mi porto avanti 🙂 un abbraccio!

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  6. Che giri su e giù… Un bel viavai! Tra l’altro, mi ha colpito molto il tuo gatto con le turbe psichiche 🙂 poveretto!

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  7. Mi fai provare veramente ciò che scrivi! Sietebellissimi

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  8. Che dolcissimo post, e’ un piacere leggerti, la frolla napoletana e’ di una bonta’ unica, un abbraccio cara, cosa non si fa per amore, buon lunedi’ sera, ❤

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  9. Bellissimo racconto che dice di come la felicità sia molto meno tradizionale di come pensiamo… grazie!

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  10. Tutto questo non dà però sapore ed entusiasmo ad ogni prossima volta? Sembra tutto scomposto mentre invece ogni cosa è incastrata perfettamente per merito dei sentimenti forti.

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  11. Bello lasciarsi invadere da un sentimento di felicità così intenso! Ti ha ampiamente ripagata dei momenti frenetici e della stanchezza.
    Siete una famiglia straordinaria! ❤
    Primula

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  12. Una cosa è certa. ..non c’è tempo per annoiarsi…è anche una bella fatica organizzativa. ….ma l importante è fare tutto con la serenità nel cuore
    Belle foto 🙂

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  13. Bellissimo il tuo post, mi sembrava di essere nel sedile accanto al tuo. Scritto con delicata e dolce leggiadria. Ti seguirò. Al prossimo post Orchidea

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  14. Buon natale!

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