Sopravvivenza della famiglia allargata in vacanza

La montagna è fantastica per la famiglia, non l’avevo mai provata in veste di mamma, e penso che almeno due volte l’anno d’ora in poi le vacanze saranno là.

Le cose da fare sono infinite, basta organizzarsi bene e si riesce anche a non spendere un’ esagerazione.

Noi avevamo una casetta presa in affitto da una amica, con una grande terrazza dove abbiamo pranzato, e dove i bambini hanno passato ore a disegnare, colorare, giocare.

La sveglia è stata ogni giorno alle 7:30, per essere fuori alle 9 circa, poi funivie varie e passeggiate lunghissime ad alta quota (2000/2300 metri), percorsi anche non facili, ma stupendi. I bambini hanno camminato, ovviamente lamentandosi a momenti (ho fame, ho sete, mi scappa la pipì, mi fanno male le gambe, volevo pranzare anche se sono le 10, voglio tornare indietro), ma in linea di massima sono stati più che bravi: abbiamo raccolto fiori tutti nuovi e mai visti, li abbiamo rinominati, ad ogni ruscello o sorgente i nostri cuccioli si sono fermati a bagnarsi le mani (e poi bagnare noi con la mano gelida “senti com’è fredda!!”), ad ogni meta guadagnata c’era qualche gioco divertente per loro, abbiamo fatto pic-nic, ci siamo tolti le scarpe e siamo stati a piedi nudi sui prati, siamo riusciti persino a leggere un po’ mentre loro giocavano.

La nostra organizzazione ci ha consentito di essere tutti indipendenti e di non soccombere alle varie richieste: ognuno di noi aveva uno zainetto con dentro la bottiglina d’acqua, varie merende e il pranzo, che poteva essere un panino o due, o una pasta condita come si decideva la mattina stessa. Forchetta e tovaglioli di carta e via. Chi aveva fame si prendeva qualcosa dallo zaino, chi aveva sete beveva da solo, chi era stanco si fermava un po’ e tutti noi ne approfittavamo per riposarci un poco.

I pomeriggi che ha piovuto siamo stati in casa a scrivere il quaderno della vacanza, incollando biglietti delle seggiovie, funivie, attrazioni, fiori, (la cosa più divertente era scrivere ognuno cosa da cosa era stato colpito in assoluto di più di quella giornata), fare giochi da tavola, in particolare uno che si chiama “The game of things”, che consiste nell’indovinare chi ha risposto cosa ad una determinata domanda che si pesca a caso da un mazzo: lo consiglio a chi ha figli dai 6 anni in su perché è davvero divertentissimo. Abbiamo riso con le lacrime e ci siamo tutti conosciuti un po’ di più. Nei giorni di sole invece andavamo in un parco stupendo in un paese limitrofo. Parchi che nelle nostre città così pieni di giochi originali e divertenti non ne esistono. L’Alto Adige per questo è il massimo davvero.

Moena 3° giorno_0609blog

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